Nelle foto “l’anima” di villa Redentore
Una delle immagini stattate a villa Redentore, storico complesso acquistato dal Comune nel 1979 dal Pime (foto Gianluca Mariani)

Nelle foto spunta “l’anima” di villa Redentore

L’obiettivo d’autore di Gianluca Mariani nella storica struttura di Vigarolo messa in vendita dal Comune

L’obiettivo d’autore del fotografo santangiolino Gianluca Mariani, “firma” nazionale della fotografia naturalistica, anche collaboratore del programma televisivo “Il mondo insieme” di Licia Colò, entra a villa Redentore per un reportage fotografico che ha scelto poi di regalare al Comune di Sant’Angelo, proprietario del bene dal 1979. Un progetto di “urbex” – letteralmente abbreviazione di “urban exploration”, con cui i fotografi documentano luoghi antropizzati ma abbandonati – che il santangiolino ha deciso di dedicare ad un pezzo importante del patrimonio lodigiano.

Uno degli scatti dedicati a Villa Redentore

(foto Gianluca Mariani)

Nota anche come villa Ghisalberti, la storia di villa Rendentore è lunga e articolata. La costruzione risale al 1849 ad opera dell’architetto Afrodisio Truzzi per il nobile Flaminio Ghisalberti e l’immobile passò poi di mano alla famiglia Nocca di Pavia e all’inizio del XX secolo fu ceduta al Seminario di Lodi e divenne una residenza estiva per i chierici. Anche sede del seminario lodigiano durante la Prima guerra mondiale, fu successivamente una filanda fino agli anni Quaranta. Fu acquistata dal Comune di Sant’Angelo nel 1979 dal Pime (Pontificio istituto missioni estere) che qui aveva il suo seminario dagli anni Cinquanta e ospitò anche la scuola panificatori di Milano, oltre alle colonie estive del Comune.

«Quel luogo, per molti ragazzi come me, è stato magico e varcare la soglia è stato come tuffarsi nei ricordi - racconta Gianluca Mariani - : è stata per me una grande emozione e dai commenti che ho ricevuto da quelli che hanno visto le immagini, molti altri hanno rivissuto le stesse emozioni. Progetti come questi, di urban exploration, in luoghi abbandonati e potenzialmente pericolosi vanno realizzati sempre con le autorizzazioni e con l’accompagnamento della Protezione civile, che ringrazio insieme al Comune di Sant’Angelo che mi ha dato quest’opportunità. E a cui ho deciso di donare gli scatti».

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