Cattedrale Vegetale, una “malata” costosa

Cattedrale Vegetale, una “malata” costosa

Per sistemare l’opera dopo il crollo di una trentina di colonne potrebbero occorrere oltre centomila euro

Impegnativo, faticoso, e nondimeno costoso. È come si presenta il piano di recupero della Cattedrale Vegetale, l’opera postuma di Giuliano Mauri sulle rive dell’Adda, vittima negli ultimi mesi di una serie di sciagurate disavventure. Non bastasse il problema principale, quello del crollo di una trentina delle 108 colonne che la componevano, tra le cause del disastro oltre alla tromba d’aria è spuntato pure un micidiale fungo che infetta il legno delle colonne stesse. Morale: il conto per ripristinare la struttura rischia di ammontare a oltre centomila euro.

Fare un conto preciso, in realtà, è azzardato. Ma il solo ipotizzarlo, rischia di fare decollare una spesa comunque ampiamente preventivabile a cinque zeri abbondanti. Se il ripristino con legno naturale costerebbe 2.296 euro per colonna, per una durata ipotizzata di 4 anni, con un’interfaccia in acciaio, che garantirebbe maggiore longevità, il costo di ripristino lievita a 3.292 euro per colonna. Tenendo conto che delle 108 colonne originarie solo 74 sono nella loro posizione, ma sono a loro volta ammalorate alla base, l’esborso si annuncia cospicuo.

Francesca Regorda, nipote di Giuliano Mauri, osserva la Cattedrale Vegetale devastata

Un’analisi tecnica sui ripetuti crolli dell’opera d’arte pensata da Giuliano Mauri è stata presentata al Comune di Lodi dall’ingegnere Emilio Angelo Cesari di San Colombano al Lambro. Il presupposto per qualsiasi intervento è come considerare la Cattedrale vegetale: se un’opera d’arte, quindi con un tempo di vita più breve; oppure rivalutarla come una struttura, che dovrebbe rispettare determinati criteri di costruzione. Qui la perizia suggerisce soluzioni diverse: rispettando il progetto originario si precisa che sono necessari più frequenti interventi di controllo e manutenzioni, oltre che un’eventuale recinzione dell’area per poterla chiudere tempestivamente nel caso di condizioni di constatato pericolo per gli utenti come il forte vento; oppure in alternativa sono state prospettate modifiche alla scelta costruttiva originaria, per poter adottare materiali e configurazioni di messa in opera più durevoli. La palla ora passa al Comune: di certo, per salvare la Cattedrale, ai 280mila euro costati per realizzarli occorrerà aggiungere parecchi altri.

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