Deve scontare dieci anni, lo fermano con arnesi e refurtiva
Refurtiva e arnesi da scasso recuperati dai carabinieri

Deve scontare dieci anni, lo fermano con arnesi e refurtiva

Albanese ricercato dal 2017 dalla procura della Repubblica di Lodi intercettato dai carabinieri dopo un inseguimento a Treviglio

Un albanese di 36 anni che era gravato da ordini di carcerazione per un totale di 10 anni e 10 mesi di carcere, l’ultimo dei quali emesso dalla procura della Repubblica di Lodi a seguito di condanna definitiva, è stato arrestato sabato notte dai carabinieri della compagnia di Treviglio a Pontirolo Nuovo (Bergamo), dopo essere stato intercettato a Treviglio al volante di un’utilitaria Peugeot che a sua volta risultava rubata pochi giorni prima in provincia di Lecco, in occasione di un furto in abitazione. Sull’auto c’erano gioielli, orologi, un computer portatile e diverse chiavi di autoveicoli, tre walkie talkie (che si ritiene utilizzasse per tenersi in contatto con complici durante i furti), tenaglie, cacciaviti e una smerigliatrice elettrica idonea ad aprire cassaforti.

Il Radiomobile, impegnato in un posto di controllo a Treviglio, aveva intimato l’alt alla vettura, che però aveva improvvisamente accelerato in direzione di Bergamo. Con l’ausilio di una seconda gazzella l’auto era stata raggiunta a Verdello. A Pontirolo, il conducente si era bloccato all’improvviso e aveva cercato di fuggire a piedi nei campi, venendo però inseguito a piedi, bloccato e ammanettato. Dai controlli in caserma è emerso sia l’ordine di carcerazione spiccato nel 2014 dalla procura della Repubblica di Milano, per 4 anni e 8 mesi, sia quello della procura di Lodi, per altri 6 anni e 2 mesi, risalente all’estate del 2017. Evidentemente era riuscito a sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine per quasi cinque anni.

L’armamentario che aveva a disposizione indica che era in contatto con uno o più complici e l’orario in cui è stato fermato, prima dell’alba di sabato, porta a ora le indagini verso i furti commessi la sera prima. Alle pene ormai definitive si aggiungono ora le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e possesso di arnesi da scasso.

L’uomo è stato ristretto nel carcere di Bergamo, ma è già cominciata la caccia all’intera banda.

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