“Caso diamanti”, fallita IDB: un nuovo colpo per i risparmiatori lodigiani. Federconsumatori però rassicura: «Salvo il diritto ai rimborsi»
Diamanti da investimento, migliaia in Italia i risparmiatori traditi

“Caso diamanti”, fallita IDB: un nuovo colpo per i risparmiatori lodigiani. Federconsumatori però rassicura: «Salvo il diritto ai rimborsi»

Sono decine in provincia di Lodi i clienti delle grandi banche - tra cui il gruppo Banco Bpm - che avevano investito in pietre preziose e ora chiedono giustizia

Un altro colpo per i piccoli risparmiatori - a decine anche in provincia di Lodi - vittima loro malgrado della “truffa” dei diamanti. Il tribunale civile di Milano ha dichiarato il fallimento della Intermarket Diamond Business (IDB), una delle due società che per il tramite delle banche negli scorsi anni ha venduto diamanti da investimento a prezzi più elevati rispetto al valore di mercato.

Le banche coinvolte nel “caso diamanti” sono Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm (nel Lodigiano la Banca Popolare di Lodi), Monte Paschi e alcune Bcc. Intesa Sanpaolo ha scelto la strada del rimborso integrale dei clienti, le altre si stanno muovendo in ordine sparso.

La decisione del tribunale di Milano è destinata a creare ulteriore tensione fra i clienti e le banche, anche se Umberto Poggi, presidente di Federconsumatori Lodi, afferma che «il fallimento di IDB non avrà alcun effetto per ciò che riguarda il diritto ai rimborsi, neanche per coloro che abbiano lasciato il diamante in custodia presso la società, ma potrà solamente ritardare la conclusione delle transazioni e, quindi, della erogazione dei rimborsi».

A indicare la responsabilità delle banche - che hanno fatto da tramite fra clienti e società, proponendo spesso l’investimento e incassando elevate commissioni - era stata l’Antitrust, che aveva comminato sanzioni agli istituti di credito per complessivi 12,5 milioni di euro e alle due società dei diamanti per 3 milioni.

La stessa autorità aveva evidenziato come le banche fornivano «ampia credibilità alle informazioni contenute nel materiale promozionale delle due società, determinando molti consumatori all’acquisto senza effettuare ulteriori accertamenti». Come dire: i piccoli risparmiatori si sono fidati delle loro banche e ora a loro chiedono giustizia.

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