San Donato rende vero il sogno di Stefano
Stefano e la sua famiglia

San Donato rende vero il sogno di Stefano

Dopo aver sostenuto la famiglia povera i cittadini li hanno aiutati a trasferirsi in Germania, dove l’uomo ha trovato lavoro

Da San Donato, dove tutti avevano adottato la sua famiglia, non avrebbe voluto spostarsi. Ma la possibilità di ottenere quel lavoro a lungo agognato era troppo ghiotta per non coglierla, anche se ciò avrebbe significato viaggiare lontano, e cercare i soldi per affrontare quella lunga trasferta. Detto fatto: la città dell’Eni ha mostrato ancora una volta la propria generosità. E dopo aver sostenuto Stefano, la moglie e i i figli in quella vita fatta di privazioni ed elemosina gli ha comprato il biglietto del bus, consentendogli di correre a prendere l’opportunità della vita.

Un palazzo di via Di Vittorio

Di origine romena, la famiglia di Stefano (lui, la moglie e i quattro figli) è sempre stata ben voluta dai residenti della zona di via Di Vittorio, che oltre ad averli aiutati a comprare la roulotte nella quale vivevano li ha sempre aiutati a sostenersi, in mancanza di un lavoro, prendendosi cura anche dei bambini, attraverso le famiglie dei loro compagni di classe. Poi, un giorno, è arrivata la telefonata della vita: quella di un cugino che avvertiva Stefano di avergli trovato un lavoro in Germania. Un’occasione unica e da non perdere, che tutta la comunità ha accolto con entusiasmo mettendosi a disposizione della famigliola per consentirgli il trasloco.

Innanzitutto, il biglietto per l’autobus glielo ha comprato un generoso sandonatese, mentre altri cittadini gli hanno promesso di occuparsi della sua famiglia in sua assenza. E al suo ritorno, è scattata la colletta organizzata da Leonarda Viretti e Lucia Formica grazie alla quale in poco tempo sono stati raccolti più di duemila euro per sostenere i costi del nuovo viaggio, stavolta assieme a tutta la famiglia, e per la cauzione dell’affitto di un appartamento. Adesso Stefano, sua moglie e i suoi figli sono pronti a iniziare una nuova vita, e non dimenticano i loro benefattori sandonatesi. I quali, se ce ne fosse bisogno, sono pronti a rimboccarsi nuovamente le maniche: perché la solidarietà non conosce distanza.

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