Gara di solidarietà per la piccola Melissa
I rilievi dei carabinieri sulla strada provinciale 108, dove la bimba venne travolta da una moto il 18 aprile 2018

Gara di solidarietà per la piccola Melissa

Codogno: la bambina, che oggi ha 9 anni, lo scorso 18 aprile venne travolta da una moto sulla provinciale 108

Laura Gozzini

Quando sente la voce della sua mamma entrare nella stanza di ospedale, la piccola Melissa sorride. È felice. E piange ogni volta che la “sente” andar via, per tornare a casa a Codogno, al sesto piano dei palazzi Aler di viale Cairo dove la donna vive con gli altri due figli e la bimba potrebbe, ma non può tornare. Perché l’appartamento è insalubre. La sera del 18 aprile 2018 Melissa, che oggi ha 9 anni ed è nata in Italia da genitori di origini bengalesi, stava facendo una passeggiata con la madre e alcuni connazionali dietro il santuario della Madonna di Caravaggio, quando all’improvviso si sganciò dal gruppo e attraversò di corsa la provinciale 108 finendo sotto le ruote di una Yamaha granturismo con in sella un barbiere di Codogno. Voleva vedere i pesci nella roggia. Un secondo che ha cambiato la vita di Melissa per sempre.

In seguito all’incidente la piccola, che nell’impatto ha riportato la lesione dei polmoni, del fegato e la frattura di un braccio, ha avuto un arresto cardiaco, con conseguenze cerebrali gravissime. Subito sottoposta a intervento chirurgico al pronto soccorso dell’ospedale di Codogno e poi trasferita agli Ospedali Riuniti di Bergamo, la bimba è rimasta a lungo in coma, e oggi – dopo alcuni mesi in neuropsichiatria infantile al Bosisio Parini a Lecco -, si trova ricoverata al centro “Don Gnocchi” di Seregno. È uscita dal coma, ma è completamente paralizzata e ha perso l’uso della vista. Per questo può solo “sentire” la sua mamma. Fin qui la tragedia.

Il complesso Aler dove vive la famiglia della bimba

Il primo traguardo però è di riportarla al più presto a Codogno: «L’appartamento Aler dove vivono è umido, sui muri c’è la muffa, va rifatto l’impianto elettrico e sistemato il bagno, ma se messo a posto Melissa potrebbe già tornare a casa almeno un paio di volte al mese» è l’appello lanciato dai promotori della campagna di solidarietà.

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