Un censimento e più zone di caccia
Al vertice in prefettura ha preso parte l’assessore regionale all’agricoltura, Fabio Rolfi

Emergenza cinghiali: via al censimento per allargare le zone di caccia

Mercoledì il vertice in prefettura con la presenza dell’assessore regionale Rolfi

Le istituzioni affrontano l’emergenza cinghiali dopo che lo scorso 3 gennaio un branco di cinghiali aveva attraversato la carreggiata autostradale dell’A1 tra Borghetto e Livraga causando uno schianto costato la vita a una persona e il ferimento di altre dieci. Ieri il vertice in prefettura in cui è stato deciso un censimento della specie con lo scopo di estendere il piano di abbattimento in vigore oggi solo su piccole porzioni del territorio, reti protettive più alte e profonde sulle infrastrutture ad alta percorrenza.

Il tavolo tecnico convocato dal prefetto ha visto la partecipazione dell’assessore regionale all’agricoltura, Fabio Rolfi, del presidente della Provincia di Lodi, Francesco Passerini, della Polizia stradale di Lodi, del Gruppo Carabinieri Forestale di Lodi, della Coldiretti, della Società Autostrade, dell’Associazione regionale allevatori e del Consorzio Muzza.

Le misure richieste dal prefetto si concretizzeranno a fine gennaio in un censimento della specie attuato dalla Provincia di Lodi. «Le stime indicano in meno di 30 esemplari i cinghiali presenti in provincia, ma bisogna cercare di attuare un censimento più puntuale – spiega il presidente della Provincia Francesco Passerini -. In questo senso è importante la collaborazione di tutti per trovare le formule migliori per il contenimento, tenendo presente che il personale della polizia locale della Provincia è ridotto al lumicino».

Con Passerini era presente il sindaco di San Fiorano Mario Ghidelli, selecontrollore attivo nel contenimento in atto a Somaglia e Maleo: «Se i numeri conforteranno le nostre ipotesi, chiederemo a Ispra, competente sui piani, l’estensione dell’area di contenimento oggi confinati a Somaglia e Maleo alla zona di Senna e Orio Litta almeno. Fermare i singoli cinghiali è impossibile, ma bisogna tentare di limitare i branchi numerosi». Allo studio ci saranno anche ipotesi di recinzioni più alte e profonde dove esistenti, sull’autostrada, e di nuove protezione sulle principali strade provinciali.

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