Crisi Iper-Superdì: rimane al palo la vendita di Lodi
Il Superdì di San Colombano

Superdì, una soluzione a metà

Trovato l’acquirente per il supermercato di San Colombano, fumata grigia per quello di Lodi

Una fumata bianca e una... grigia. È il bilancio parziale relativamente al nostro territorio per le cessioni dei supermercati Iperdì e Superdì, che vedono interessati anche i negozi di Lodi e di San Colombano al Lambro. Tra i 14 punti vendita lombardi per i quali i contratti d’affitto di ramo d’azienda sono già stati sottoscritti figura infatti quello banino, mentre il supermercato del capoluogo, chiuso ormai da mesi e con i suoi 36 dipendenti costretti a casa, è ancora in attesa di un acquirente.

l punto vendita banino, con i suoi 21 dipendenti, è passato al gruppo bresciano Italmark. Con San Colombano sono passati al gruppo bresciano altri otto punti vendita, tra cui quello di Pavia. Altri cinque sono passati invece al gruppo Famila.

Tra quelli che non sono stati venduti c’è anche Lodi, il cui Iperdì di via Milano rimane dunque chiuso, con i 36 lavoratori a casa. Il supermercato di Lodi rientra in un pacchetto la cui cessione è data per imminente, ma annunci simili c’erano già stati in estate senza poi alcun esito.

Tutti i dipendenti Gca sono senza stipendio da luglio, ma il ministero del Lavoro ha ammesso la società alla cassa integrazione retroattiva da settembre. Le procedure sono già partite, ma i soldi difficilmente arriveranno prima di gennaio.

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