Dossi e dissuasori sulla Via Emilia “scaldano” il consiglio comunale
Il dosso sul tratto urbano della Via Emilia a Tavazzano

Dossi e dissuasori sulla Via Emilia “scaldano” il consiglio comunale di Tavazzano

Roncari, dell’opposizione, parlato di misure “auto-fobiche”

La questione ha tenuto banco nei bar, nelle piazze e sui social. E lunedì scorso anche in consiglio comunale, dove Gianfranco Roncari, dell’opposizione di Crescere Insieme, è stato lapidario. «Volete trasformare il paese in una società auto-fobica - ha dichiarato - : obbligate gli automobilisti a fermarsi ovunque, quando c’è bisogno di mobilità. Senza considerare che queste continue soste creano ancora più inquinamento». Di nuovo occhi puntati sulla rivoluzione dell’ex statale via Emilia a Tavazzano con Villavesco. E sugli interventi anti-velocità inseriti nel maxi progetto da 1,2 milioni di euro varato per cambiare il volto dell’arteria, come l’attraversamento pedonale rialzato all’altezza del Sillaro, sul rettilineo di uscita dal centro abitato in direzione Milano.

In discussione, c’era la variazione di bilancio da poco più di mezzo milione di euro, con cui la giunta Russo ha disposto di aumentare lo stanziamento per il secondo lotto dell’opera - da 180 mila a 250 mila euro - , ma anche operazioni per riqualificare la viabilità a Villavesco (con nuove asfaltature e rivoluzione dei parcheggi nella piazza), investimenti sulle strutture scolastiche e sportive, come la pista di atletica e il campo da basket, oltre a manutenzioni del verde e dei parchi e a una nuova casa dell’acqua a Villavesco.
A suscitare più di una discussione in paese è stato proprio il dosso sul lungo rettilineo, giudicato da alcuni cittadini troppo alto e troppo pericoloso. «È un’offesa al progettista che prima di elaborare il disegno non può fare a meno di consultare il codice della strada» ha chiarito il sindaco Giuseppe Russo in aula.


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