La deputata di Lodi Barzotti (M5S) tra i critici del decreto sicurezza
Da sinistra la deputata dei Cinque Stelle Valentina Barzotti vicino al sindaco di San Martino Luca Marini

La deputata di Lodi Barzotti (M5S) tra i critici del decreto sicurezza

Ha firmato un documento per cambiare a Montecitorio il testo voluto dalla Lega di Matteo Salvini

La deputata Cinque Stelle Valentina Barzotti, eletta nel Lodigiano, nella “pattuglia” dei critici sul decreto sicurezza, il provvedimento fortemente voluto dal vice premier Matteo Salvini.

«Il decreto sicurezza serve al Paese e passerà entro il 3 dicembre o salta tutto», minaccia il ministro dell’Interno e leader del Carroccio, Matteo Salvini.

Dopo le fibrillazioni in Senato, con il testo che non è stato votato da cinque dissidenti pentastellati (tra cui Gregorio De Falco ed Elena Fattori), ora il prossimo banco di prova sarà alla Camera. E a Montecitorio in 18 del M5S hanno sottoscritto un documento indirizzato al loro capogruppo per invocare delle modifiche per un decreto che interviene sui permessi di soggiorno per motivi umanitari. All’iniziativa parlamentare, che potrebbe creare ulteriori tensioni all’interno del governo gialloverde, ha partecipato anche Barzotti, 32 anni e di professione avvocato.

La diretta interessata getta acqua sul fuoco, per cercare di smorzare le polemiche: «In merito alle notizie emerse sui principali organi di stampa circa la mia posizione sul “Decreto sicurezza” mi preme fornire alcuni chiarimenti, onde evitare facili strumentalizzazioni. Personalmente, ho cercato di comunicare al capogruppo che è necessario migliorare il testo – spiega la parlamentare -. Il termine dissidente proprio non mi si addice ed è usato assolutamente a sproposito. Come noto, il “Decreto sicurezza” è un testo fortemente voluto della Lega, il minimo che possa fare è insistere per migliorarlo. Nessuna fronda, nessuna corrente: sto semplicemente facendo quello che prevede il ruolo parlamentare, entrare nel merito di ogni atto su cui siamo chiamati ad esprimerci. Il nostro capogruppo Francesco D’Uva ha già chiarito che si tratta di un fisiologico dialogo e di normale confronto parlamentare».

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