Influenza, 90mila euro per affrontare l’emergenza
Vaccino contro il virus dell’influenza

Influenza, 90mila euro per affrontare l’emergenza

Risorse in arrivo da Regione Lombardia, a patto che si presenti un progetto

Lodi

Da Regione Lombardia potrebbero arrivare 90mila euro per gestire l’emergenza influenza e per far fronte alla mancanza di posti letto in ospedale. Le risorse, però, potranno essere incassate a patto che l’Asst presenti un progetto.

Negli ultimi 4 anni la copertura per la popolazione lombarda over 65 anni è stabile attorno ai valori del 47%-48% con una relativa crescita del numero assoluto di vaccinazioni eseguite: nell’ultima stagione antinfluenzale sono state eseguite 1.212.817 vaccinazioni, di cui 1.061.131 ai soggetti over 65 anni pari ad una copertura del 47,7%. Tale valore resta ancora lontano dall’obiettivo minimo di copertura e impone un rinnovato impegno per il suo miglioramento. Anche per la stagione 2018-2019 è attivata quindi sul territorio regionale la sorveglianza epidemiologica e virologica in collaborazione con la Sezione di Virologia dell’Università degli studi di Milano con il coordinamento dell’Istituto Superiore di Sanita (ISS).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica quale obiettivo primario della vaccinazione antinfluenzale la prevenzione delle forme gravi e complicate di influenza e la riduzione della mortalità prematura in gruppi ad aumentato rischio di malattia grave. Sulla base di tali indicazioni le persone alle quali viene raccomandata ed offerta gratuitamente la vaccinazione sono: soggetti di età pari o superiore a 65 anni; bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi ed adulti - affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza; bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale; donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza; individui di qualunque età ricoverati presso strutture sanitarie e sociosanitarie per lungodegenti; medici e personale sanitario di assistenza. Sono compresi anche familiari e contatti di soggetti ad alto rischio; Forze di polizia; Vigili del fuoco; personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, come gli allevatori o i veterinari.

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