Caso mense: «A Lodi una battaglia di civiltà contro la barbarie»
Il tavolo dei relatori all’affollato incontro di martedì sera

Caso mense: «A Lodi una battaglia di civiltà contro la barbarie»

Oltre trecento persone nell’aula magna del liceo Verri per la serata con Gad Lerner e Moni Ovadia sul caso mense

C’erano oltre trecento persone, ieri sera, stipate nell’aula magna del liceo Verri, per ascoltare le parole del giornalista e scrittore Gad Lerner, e dell’artista Moni Ovadia, intervenuti a un evento organizzato dal Coordinamento Uguali Doveri, che si batte contro il regolamento comunale lodigiano per l’accesso ai servizi accessori scolastici. «Una battaglia di civiltà contro la barbarie»: così Moni Ovadia ha descritto l’impegno del Coordinamento a favore dei bambini extracomunitari lodigiani.

«Ricorderemo il 2018 come l’anno in cui è stata sdoganata la retorica della “giusta cattiveria” come risposta ai falsi buoni, ai razzisti al contrario, come vengono descritti coloro che provano solidarietà per chi attraversa il Mediterraneo sui barconi in cerca di una vita più dignitosa» ha affermato Gad Lerner, rispondendo alle domande di Margherità De Vizzi, del Coordinamento, e spiegando che «L’episodio lodigiano non va minimizzato, perché è un laboratorio, un modello pericoloso».

«Sembra una questione dai connotati burocratici, ma sottende al senso profondo dell’umano – ha aggiunto Moni Ovadia nel corso della serata -, perché la legalità non si può sostituire alla giustizia. Il senso ultimo della Costituzione repubblicana è quello di tutelare la dignità di ognuno, che è intangibile. Su questa base, minare la dignità di un bambino è un obbrobrio: qui non si parla di centrosinistra o centrodestra, ma della differenza tra la civiltà e la barbarie».

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