Dramma all’Afol, il ricordo dei compagni
La sede dell’agenzia Afol di Melegnano, dove la giovane frequentava il corso professionale per diventare cuoca

Dramma all’Afol, il ricordo dei compagni

L’agonia di Ndaiya è stata breve: si è spenta all’ospedale ed è stata disposta l’autopsia sul corpo

Stroncata a 16 anni da un arresto cardiaco a scuola, il commosso ricordo dei compagni dell’Afol: «Quelle sue treccine viola rimarranno per sempre nei nostri cuori». La procura dispone l’autopsia sulla salma della giovane di origini senegalesi residente a Mediglia. Quello di ieri è stato il giorno del dolore all’Afol (Agenzia per la formazione e l’orientamento al lavoro) in piazza Bianchi, dove attorno alle 10.30 di martedì Ndaiya Wadji ha accusato un malore tanto improvviso quanto fatale. Dopo una giornata di agonia, la ragazza è morta al San Raffaele di Milano, l’ospedale dove era stata trasportata con la massima urgenza dai sanitari della Croce rossa di San Donato.

I soccorsi all’Afol

Tra i compagni la voglia di parlare è poca, è ancora troppo grande il dolore per una vicenda tanto drammatica. «Era qui da noi solo da qualche mese, ma si era già integrata molto bene - hanno la forza di sussurrare alcuni di loro all’uscita da scuola -: dal volto simpatico e sorridente, aveva le treccine viola ai capelli. Sarà proprio questo il particolare di lei che porteremo sempre con noi: era una giovane dolce e silenziosa, sempre attenta e interessata».

Residente con la famiglia nella frazione medigliese di Mombretto, la 16enne frequentava la classe prima del corso di aiuto cuochi nella sede melegnanese dell’Afol, che ha invece il proprio quartier generale a San Donato. Nella giornata di ieri anche il corpo docente e l’intero personale scolastico si sono stretti alla famiglia della ragazza, che aveva subito legato con i suoi nuovi compagni di scuola.

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