Rifiuti abbandonati per le strade: dal Comune guerra senza confine
Un cumulo di rifiuti in via Sele, una delle zone maggiormente colpite

Rifiuti abbandonati per le strade: a San Giuliano una battaglia senza fine

Nonostante sanzioni e bonifiche le discariche abusive restano una piaga

Se non fosse un problema serio, grave, per l’ambiente e per la sicurezza, potrebbe essere una versione riveduta e corretta di un gioco infantile, una sorta di “nascondino” dalle regole non ben definite o un “guardie e ladri” con oggetto del contendere non gioielli o preziosi, ma sacchi d’immondizia da spargere a macchia di leopardo. Quella però che è una vera e propria “guerra” in atto tra amministrazioni pubbliche e “scaricatori professionisti” ha ben poco del gioco, e molto di inciviltà dotata di radici profonde che nulla a che fare hanno con la maleducazione di chi consuma cibi e bevande e lascia i resti in parchi e giardini, e tanto con la “furbizia” di quanti decidono di liberarsi di materiale divenuto ingombrante imboccando la via più semplice.

Per farsi un’idea della situazione è sufficiente fare pochi passaggi su strade, marciapiedi e perfino luoghi sulla carta ameni e ricchi di storia, come nel caso del borgo di Viboldone dove la roggia che scorre alle spalle dell’abitato, ormai deserto, è periodicamente ripulita e altrettanto periodicamente utilizzata come una comoda discarica. Naturalmente abusiva. È il caso delle ultime “apparizioni”, sacchi ricolmi di pannelli isolanti che hanno preso il posto dei rifiuti - macerie edili, pezzi di mobili e sacchetti non ben definibili - rimossi nei giorni scorsi.

Tracce visibili di inciviltà e “furbizia”, che si ritrovano anche altrove. Biglietto da visita, il mucchio di cartoni, rimasugli di una fornitura di arredi e materiali vari destinati probabilmente ad un’azienda, lasciati a marcire in una radura all’imbocco del “sottopasso Ikea”, il collegamento tra Civesio e Sesto Ulteriano per anni abbandonato a causa dell’allagamento che ne impediva l’utilizzo e solo recentemente aperto al traffico.

E mentre la battaglia dell’ente pubblico prosegue, con interventi di pulizia straordinaria e sanzioni ogni volta che si riesce ad individuare il responsabile, c’è ancora chi pensa che i cestini dei rifiuti abbiamo una capienza “infinita”.

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