Il “San Grossi” di Mauro Ceglie in cattedrale grazie alla Bpl
Nelle foto la statua dell’artista Mauro Ceglie circondata dal vescovo, i vertici della banca e i rappresentanti dei donatori (Ribolini)

Il “San Grossi” di Mauro Ceglie esposto in cattedrale

La statua svelata davanti al Vescovo è stata finanziata da Fondazione e Banco-Bpm

Nel vento dello spirito. In elegante stola San Vincenzo Grossi è raffigurato come in cammino, un esempio di vita e devozione per i fedeli. L’opera in bronzo, realizzata dallo scultore lodigiano Mauro Ceglie, è stata donata alla Chiesa di Lodi da un gruppo di donatori: Banco- Bpm e Fondazione Bpl, Figlie dell’Oratorio e altri amici di san Vincenzo che hanno direttamente contattato il Vescovo. È un prezioso omaggio, nel sigillo nel centenario della morte celebrato l’anno scorso dalla diocesi. L’opera verrà ora esposta in cattedrale, come la statua di Santa Francesca Cabrini realizzata dallo stesso artista e donata dalla Banca di credito cooperativo Centropadana.

La statua di San Vincenzo Grossi

«Sono per l’arte il più possibile ma anche per la solidarietà, per questo rivolgo il mio ringraziamento per il sostegno ricevuto dalla Fondazione Bpl a favore del fondo diocesano in aiuto a quanti hanno perso il lavoro», ha sottolineato il vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti. Al suo fianco il vicario generale della diocesi don Bassiano Uggè e il parroco della cattedrale monsignor Franco Badaracco. Duccio Castellotti (presidente della Fondazione Banca popolare di Lodi) e Fabrizio Marchetti (responsabile della Direzione territoriale Lodi Pavia Liguria del Banco – Bpm) hanno osservato come sia stata messa a disposizione un’opera bella per la città, e come questa sia legata all’attualità dal messaggio di attenzione ai bisognosi che la figura del santo sacerdote porta con sé.

L’opera che raffigura San Vincenzo potrà quindi essere ammirata in duomo vicina a quella dedicata a Santa Francesca. Da un lato San Vincenzo, fedele servitore di Dio e missionario nella terra lodigiana dalla nativa Pizzighettone che ha colto la vocazione all’educazione cristiana delle giovani generazioni, dei deboli e sofferenti, e dall’altro Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti che instancabile si è spesa per portare il Vangelo ai nostri connazionali in cerca di dignità e lavoro».

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