Badante uccisa e gettata nel Po, via al processo all’ ex assessore
I carabinieri a Isola Serafini per il recupero della salma

Badante uccisa, via al processo

In Corte d’Assise a Milano l’unico imputato è un assessore di Chignolo Po, che continua a professarsi innocente

Si apre mercoledì in Corte d’Assise a Milano il processo a carico di Franco Vignati, l’ex assessore alla cultura di Chignolo Po accusato di aver ucciso con un colpo di pistola la sua ex compagna, la 40enne badante Kruia Lavdjie, nel maggio del 2016. L’uomo, attualmente in carcere, continua a professarsi innocente. Il corpo della donna era stato trovato nel Po una settimana dopo la sua scomparsa.

Sullo sfondo della vicenda ci sarebbe la relazione tra la vittima e l’imputato, che la donna, residente a Miradolo Terme, di professione badante, aveva anche ospitato per un po’ di tempo. L’uomo conferma di aver incontrato Kruia Lavdjie, per gli amici Dea, la mattina della scomparsa, ma di averci bevuto solamente un caffè.

Rispetto agli indizi che collegherebbero l’ex assessore sui luoghi del delitto, il gip di Lodi non aveva escluso l’ipotesi di piste alternative, negando la carcerazione che invece, mesi dopo, Riesame e Cassazione hanno disposto. La palla passa ora alla Corte d’Assise, davanti alla cui prima sezione sono attesi sessanta testimoni e almeno tre periti per cercare di dirimere una vicenda ancora intricata.

«Sarà probabilmente un’udienza filtro - spiega l’avvocato Francesca Cappelli di Crema, che difende Vignati con Manuela Bricconi -: la corte fisserà il calendario e valuterà la lista testi». Il processo però non esclude colpi di scena. Una delle sorelle di Dea, Giulia, si è costituita parte civile con l’avvocato Diego Guarnieri di Lodi, e si sono costituiti anche i due figli, rappresentati dall’avvocato Antonio Mariotti di Stradella.

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