Parte di intonaco si scrosta dal muro e appare lo stemma del Cinquecento
Ciò che resta dello stemma svelato dopo il crollo dell’intonaco

Cade l’intonaco, dal muro emerge uno stemma del Cinquecento

La scoperta sulla casa padronale che si affaccia sugli scavi archeologici di Lodi Vecchio, nei pressi della colona absidale di Santa Maria

Uno stemma presumibilmente risalente al Cinquecento è emerso dalla casa padronale che si affaccia sugli scavi archeologici di Lodi Vecchio A fare la scoperta, in un sopralluogo di verifica del bene, a cui è annessa anche la colonna absidale della cattedrale di Santa Maria oggi scomparsa, sono stati gli studiosi Angelo Garioni, anche presidente di Civitas Laus, che gestisce il Museo Laus Pompeia, e il professor Angelo Landi del Politecnico di Milano, in risposta alla segnalazione di alcuni cittadini.

Angelo Garioni

«È una testimonianza storica importantissima che ci permette di ripensare totalmente la storia di quell’edificio», esulta Angelo Garioni, raccontando la genesi della scoperta (la presenza dell’affresco era stata segnalata già da tempo da alcuni cittadini) e ipotizzando come lo stemma finalmente visibile possa indicare come «quell’edificio era parte del palazzo vescovile dell’antica Laus Pompeia».

Garioni chiede ora di «riqualificare e valorizzare, con un restauro conservativo», un edificio che incrementa il patrimonio culturale dell’antica Laus. Tanto da far gioire anche l’assessore alla cultura Daniele Fabiano. «Oggi grazie ai due studiosi abbiamo una spiegazione che ci permette di restituire a Lodi Vecchio e al Lodigiano un pezzo di storia - sottolinea Fabiano - : un lavoro che testimonia il continuo lavoro di valorizzazione del patrimonio culturale, che continuerà anche in futuro anche attraverso il recupero di quel bene».

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