Anche dopo 74 anni non si dimenticano i partigiani trucidati dalle brigate fasciste
Un ricordo che non si spegne

Il territorio non dimentica le vittime di Villa Pompeiana e Cascina Cagnola

Per la ricorrenza domenica solenni cerimonie con le autorità locali e l’Anpi

Sono passati 74 anni dal giorno in cui undici lodigiani furono fucilati dai fascisti nei comuni di Merlino, Zelo e Galgagnano. Domenica il Lodigiano non ha dimenticato di commemorare l’eccidio, una delle pagine più buie della storia locale. «Un mucchio di cadaveri, uno ridosso all’altro come macerie - ha detto il sindaco di Zelo Angelo Madonini, davanti al monumento di Villa Pompeiana -. Grazie al sacrificio di quei martiri, oggi abbiamo una Costituzione tra le più avanzate».

La commemorazione ieri ha visto la partecipazione dei sindaci (o dei loro rappresentanti) di Cervignano d’Adda, Colturano, Comazzo Galgagnano, Lodi Vecchio, Melegnano, Merlino, Mulazzano, Paullo, Tavazzano con Villavesco e Zelo Buon Persico. Erano presenti le associazioni combattentistiche e d’Arma del territorio, la protezione civile, la Fiab, mentre il corpo bandistico di Zelo ha accompagnato la manifestazione con gli inni partigiani e quello di Mameli.

La riflessione conclusiva l’ha suggerita Isabella Ottobelli, presidente provinciale dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) lodigiana, che ha ricordato quel momento storico, a luglio del 1944, contrapposto a chi oggi vorrebbe dimenticare la storia.

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