Tre vittime di violenza in una notte, in ospedale sempre più donne fragili
Nel 2017 sono finite al pronto soccorso di Lodi e Codogno 200 vittime di violenza, per la maggior parte italiane

Tre vittime di violenza in una notte, in ospedale sempre più donne

Gli operatori dell’emergenza-urgenza sono stati formati per gestire questi casi

Tre donne vittime in una sola notte. Vittime di padri e mariti violenti. Due donne e una minorenne, tra domenica e lunedì, sono finite al pronto soccorso di Lodi, tutte con la stessa motivazione: percosse da parte del maschio di casa. Una delle tre era fortunatamente illesa, ma per la minore è partita la segnalazione d’ufficio alle forze dell’ordine. I casi ad alto rischio, cioè associati a un pericolo di vita, segnalati al centro antiviolenza di Lodi sono raddoppiati perché le donne hanno trovato il coraggio di denunciare, ma non è solo per questo. Ad evidenziare un aumento, infatti, sono anche i numeri del Pronto soccorso presentati da Barbara Grecchi, referente dell’Asst “Prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne”. «Nel 2017 - spiega - abbiamo avuto 345 casi di sospetta violenza nei pronti soccorso di Codogno e Lodi, 216 femmine e 129 maschi, contro i 200 del 2014».

La causa maggiore che le porta in pronto soccorso (79,6 per cento) sono traumi a cranio e torace con fratture multiple. La minoranza (7,4 per cento), invece, ha un trauma addominale. «Un grosso problema - sottolinea Grecchi - è rappresentato anche dalla violenza contro le donne gravide. Abbiamo il 3,7 per cento dei casi con conseguente aborto spontaneo».
Questi invece i dati statistici legati alla nazionalità: nel 78 per cento dei casi le vittime sono italiane, nel 20 per cento straniere, nel 2 per cento dei casi le pazienti sono apolidi, cioè senza cittadinanza.

Proprio nei giorni scorsi, Grecchi ha mandato all’Ats la bozza di procedura di accoglienza in pronto soccorso delle vittime di violenza. «Quando la vittima arriva in pronto soccorso - dice -, il triagista riesce a capire anche dal numero di accessi precedenti, se può esserci un sospetto di violenza. Allora assegna il codice giallo alla donna. Nel giro di 20 minuti questa viene accolta in una saletta appartata, poi il medico la visita, capisce se si tratta di violenza effettiva e le assegna il codice viola» è a questo punto che la paziente si avvia un iter particolare di sostegno, che può andare dal metterla in contatto con il centro antiviolenza all’invio in una casa protetta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti ( 0 ) Regolamento Commenti: Prima di commentare gli utenti sono tenuti a leggere il regolamento del sito . I commenti che verranno ritenuti offensivi o razzisti non verranno pubblicati e saranno cancellati.