Quando il distico in latino commemora... un cane

di Caterina Belloni

Nella società di oggi per i cani si fa qualunque cosa. Ci sono cibi prelibati; centri benessere che offrono cure speciali ai cuccioli mentre i padroni si sottopongono ai loro trattamenti di bellezza; psicologi specializzati nell’individuare problemi e tensioni che minano il benessere dell’animale. Stranezze forse, che non possono competere con l’ultima moda diffusasi in Inghilterra, che riguarda l’estremo saluto all’animale preferito.

Un professore dell’università di Oxford, infatti, ha iniziato a creare sonetti personalizzati per il cucciolo estinto, che vengono declamati per onorare la sua memoria e anche iscritti su speciali tavolette o targhe, da collocare in giardino, vicino alla tomba dell’animale, in salotto. La curiosità, peraltro, non è nemmeno quella della scelta di salutare in rima un animale che è stato compagno di strada di un essere umano per un lungo periodo. L’elemento originale è che la lingua usata per questi componimenti è il latino, idioma particolarmente in voga nel Regno Unito, come dimostra il fatto che i corsi estivi, le lezioni serali e i seminari di latino, anche a caro prezzo, sono gettonatissimi.

L’idea di offrire un tributo nella lingua di Cicerone a fox terrier e pastori tedeschi che ci hanno rubato il cuore è venuta a John Davie, docente di materie classiche. Forse ad ispirarlo è stata una passeggiata per il campus, dove si trovano iscrizioni per celebrare gli ex allievi illustri, da Tolkien al Cardinal Wolse, scritte rigorosamente in latino per dare un senso di ambizione di eternità. Sempre passeggiando in zona il professor Davie potrebbe aver notato che nel giardino del Trinity College, uno dei più austeri e rinomati, si trova un’iscrizione con versi in latino in memoria di un cane appartenuto a uno dei docenti storici dell’ateneo. Due immagini che devono aver albergato per un po’ nella memoria di Mister Davie, scatenando in luo l’idea di fondare la Dead Pets Society. Il nome, che fa eco alla Dead Poet Society del film L’attimo Fuggente, letteralmente si traduce come società dei cuccioli estinti. L’attività della società e il suo scopo sono esplicitati in un sito Internet (www.deadpetssociety.co.uk), che parla anche delle realizzazioni del passato, delle varie possibili forme di commemorazione e dei prezzi, che si aggirnao sulle 150 sterline se si prevede una stampa semplice. Per le poesie in memoria del cucciolo estinto la società usa la forma metrica del distico elegiaco, preferita anche dagli autori Greci e Romani. Ovviamente la celebrazione dello stile antico non funziona solo per i cani, ma viene proposta anche per gatti, conigli e persino cavalli e spesso finisce sulle pietre tombali che ricordano dove sono sepolti questi inseparabili amici. Quando qualcuno gli ha chiesto per quale ragione questi tributi in latino abbiano tanto successo il professor Davie ha spiegato che la lingua antica sembra conferire all’animale maggiore dignità, quasi il peso e l’importanza che merita. Una dimostrazione di amore che non ha confini e va al di là dello spazio e del tempo. Come la lingua di Cesare e di Catullo. Che, in fondo, duemila anni fa, scrisse un epitaffio - divenuto famoso e studiato ancora al liceo - in memoria del passero morto della sua amata Lesbia.

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