Bimbo invalido viene risarcito, ma l’ostetrica è sotto processo
Culle termiche in un reparto maternità del Lodigiano

Bimbo invalido viene risarcito, ma l’ostetrica è sotto processo

A giudizio una 40enne accusata di lesioni gravi per un parto del 2011

Un’ostetrica di 40 anni, C.S., è sotto processo a Lodi con accusa di lesioni personali gravi dopo che i genitori di un bambino nato nel settembre del 2011 l’avevano querelata ritenendola responsabile di una grave invalidità manifestata dal piccolo fin dai primi mesi. La donna, anche su consiglio del difensore Paolo Vinci di Milano, specializzato in casi di “malasanità”, ha percorso la strada processuale dell’estinzione del reato per condotte riparatorie: ha risarcito i genitori con un milione e 100mila euro, grazie anche alla disponibilità dell’assicurazione dell’Azienda ospedaliera per cui lavorava. E sulla base di questa offerta economica, che era stata accettata anche dal giudice tutelare del minore, ieri ha chiesto al tribunale penale di Lodi di porre fine al processo, appunto dichiarando estinto il reato. L’avvocato Chiara Scagnelli, co-difensore dell’imputata, ha sottolineato che in questa pur triste vicenda c’è stato il massimo sforzo risarcitorio. I legali dei genitori, che non si sono costituiti parte civile, hanno fatto presente la loro contrarietà a far chiudere così il processo penale, e si è opposto anche il pm Mario Bonizzoni.

Il giudice Lucio Marcantonio, dopo una lunga camera di consiglio, non ha concesso l’estinzione del reato ma ha ordinato che il processo prosegua, fissando già due udienze a novembre per sentire i testimoni dell’accusa. «Il risarcimento pecuniario non può essere assorbente rispetto al disvalore della condotta - ha motivato tra l’altro il giudice -, altrimenti si arriverebbe a uno svuotamento dell’illecito penale rispetto al parallelo illecito civile».

L’ospedale di Lodi

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