«Riforma Bcc, autonomia a rischio: meglio una pausa»
Il lodigiano Guido Guidesi, sottosegretario alla Presidenza del consiglio

Guidesi: «Con la riforma delle Bcc, autonomia a rischio: meglio una pausa»

Credito cooperativo: Centropadana, Borghetto e Laudense restano alla finestra

Dopo la recente”uscita” delle associazioni di categoria, il tema della firma delle Banche di credito cooperativo è tornato d’attualità. «Il Cittadino» ne parla con il sottosegretario della Presidenza del consiglio, il lodigiano Guido Guidesi.

Sottosegretario Guido Guidesi, che effetto le ha fatto ieri leggere la nota congiunta di Federcasse e Cassa Centrale Banca che, dopo mesi di “incomprensioni” vicendevoli, ora chiedono al governo di non bloccare la riforma del credito cooperativo?

«Nessun effetto particolare a dire il vero. Continuo a sostenere la posizione originaria e cioè che sia necessaria una proroga. Tradotto: la riforma va avanti, ma va modificata prima della sua effettiva applicazione. E non lo dico solo io, ma molti esponenti del credito cooperativo che sono espressione della base e con i quali mi confronto ogni giorno».

Cosa non la convince?

«La riforma, così com’è stata presentata, rischia di minare l’autonomia delle nostre banche di credito cooperativo, anche quelle del Lodigiano e dunque serve del tempo per migliorarla, da qui l’idea della moratoria. Abbiamo peraltro l’esempio recente delle banche popolari che, per effetto della riforma Renzi, sono diventate Spa perdendo la loro identità».

Eppure è innegabile che il mondo delle Bcc abbia bisogno di più certezze e regole sul fronte del patrimonio, delle garanzie incrociate, dei controlli.

«Sono d’accordo sulla necessità di un intervento, ma questo non vuol dire che dobbiamo privare le banche della propria autonomia decisionale».

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