L’associazione #iostoconmario continua la sua battaglia
La manifestazione di mercoledì mattina di #iostoconmario e osservatorio nazionale sostegno vittime

L’associazione #iostoconmario continua la sua battaglia

«Non vogliamo fare politica ma stare vicini a Cattaneo nella sua tragedia e speriamo che la nostra voce arrivi fino a Roma»

Carlo Catena

Casaletto Lodigiano

«Il rinvio a giudizio di Mario Cattaneo era prevedibile, ma tutti abbiamo fiducia nella magistratura e l’impegno dell’associazione andrà avanti fino a quando ci sarà il conto degli avvocati e dei periti da pagare, ed eventualmente anche il risarcimento ai familiari della vittima da prendere in considerazione». La vice presidente dell’associazione #iostoconmario Elisabetta Migliori fa il punto all’indomani del rinvio a giudizio per omicidio colposo per eccesso di difesa del ristoratore 68enne di Gugnano di Casaletto Lodigiano che la notte del 10 marzo dello scorso anno, cercando di porre fine a un furto nel suo locale, provocò la morte di un romeno di 32 anni. Accidentalmente secondo la difesa. Con modalità da chiarire e assumendosi comunque troppi rischi secondo l’accusa.

«Non siamo un’entità politica - prosegue Migliori - e che la vicenda che ha toccato Cattaneo abbia smosso di più l’uno che l’altro schieramento è un aspetto che non ci riguarda. Non penso proprio che manderemo lettere a tutti i parlamentari. Certo, auspichiamo che la legge sulla legittima difesa venga modificata, che chi deve difendersi in casa propria sia più tutelato. Ma questo sembrano richiederlo tutte le persone che, attraverso l’associazione o direttamente, esprimono la loro solidarietà a Cattaneo. Perché la sofferenza, la tensione, i costi enormi di un procedimento come questo nessuno li può immaginare finché non ci si trova dentro».

Sensibilizzazione, attraverso Facebook e iniziative, e raccolta fondi attraverso la maglietta “io sto con Mario”, il libro delle sue ricette, e anche i pranzi sociali, come quello in programma per il 10 giugno, è quello che l’associazione farà e continuerà a fare. «Perché da una parte è importante la vicinanza umana a Mario, per dargli coraggio, dall’altra vogliamo che di quanto accaduto si continui a parlare. Questo forse è il caso che più ha avuto risonanza mediatica. Deve far riflettere. Mario è un buono, i primi associati alla nostra onlus sono stati i suoi amici».

Tanta e diffusa preoccupazione per i furti, al di là delle statistiche ufficiali che evidenziano sempre i cali di questo o quel tipo di reato, sono molto probabilmente alla base di una così diffusa e trasversale solidarietà alla vicenda umana di Cattaneo: «Serve più certezza del diritto - conclude Migliori - i cittadini non devono avere paura. Qui a Gugnano saremo si e no in trecento, eppure sento che in tanti pensano che prima o poi si potranno trovare i ladri in casa».

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