Mercatone, mannaia per 23 addetti
Il Mercatone Uno di Pieve Fissiraga

Mercatone Uno, a Pieve 23 posti di lavoro a rischio

L’onorevole Guerini annuncia un’interrogazione al ministero dell’Economia per chiedere più garanzie

Ci sono 23 lavoratori che rischiano il posto al Mercatone Uno di Pieve Fissiraga, travolto dalla cristi del gruppo e in particolare dalla “mannaia” della nuova società Cosmo Spa, marchio Globo, che ha avanzato una proposta d’acquisto sul punto vendita. Nel piano industriale ci sono 23 esuberi su 42 occupati, e un periodo di cassa integrazione a zero ore per tutti. L’onorevole lodigiano Lorenzo Guerini (Pd) segue la vicenda da vicino e annuncia un’interrogazione al ministero dell’Economia.

Dopo tre anni di crisi del Mercatone Uno, la settimana scorsa il ministero ha dato il via libera ai commissari straordinari per la vendita di 55 punti vendita in tutta Italia alla Shermon Holding (costituita da imprenditori del settore per salvare il marchio) e di altri 13 compreso quello di Pieve Fissiraga al gruppo Cosmo, che opera con il marchio Globo. Secondo i piani aziendali, la forza lavoro passerà dagli attuali oltre 3mila dipendenti a circa 2mila, con Cosmo che ha annunciato la riduzione da 566 dipendenti a 196: per quanto riguarda Pieve Fissiraga, dei 42 lavoratori attuali, Cosmo ne annuncia la presa in carico di soli 19, di cui 14 a tempo pieno e 5 a tempo parziale. Per chi resterà, ci sarà una garanzia occupazionale di due anni dall’effettiva presa in carico, dopo l’adeguamento della struttura al nuovo marchio. Durante la ristrutturazione, i lavoratori saranno messi in cassa integrazione a zero ore sfruttando la procedura per Mercatone Uno, fino al 13 gennaio prossimo, ed eventualmente aprendo un’ulteriore procedura per riorganizzazione aziendale.

Lorenzo Guerini

I dipendenti non assorbiti potranno accedere alla Naspi (nel 2018 1.314 euro lordi) e si tenterà di mettere in campo strumenti di ricollocazione. Il piano aziendale è oggetto di trattativa che sta per essere aperta al ministero dello Sviluppo economico con i sindacati. «L’approvazione dell’offerta di acquisto è un elemento di concretezza in una vicenda finora segnata da forte incertezza, ma le previsioni occupazionali destano profonda preoccupazione, perché lasciano senza risposte oltre la metà degli attuali dipendenti – spiega Guerini -. Queste preoccupazioni mi sono state rappresentate dalle organizzazioni sindacali territoriali, che stanno per avviare con le controparti la trattativa per tentare l’accordo sindacale, condizione prevista per il passaggio del ramo d’azienda. Seguirò attentamente l’evolversi della situazione, mantenendomi in contatto con i sindacati e con il ministero, predisponendo anche un’interrogazione».

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