Alor vicina ai malati con “il fiato corto”
Lodi, il dottor Francesco Tursi con le infermiere Giulia, Adriana e Ketrin e il manifesto della partita benefica per l'Alor

L’Alor vicina ai malati con “il fiato corto”

Il presidente Tursi: «Sono 300 i lodigiani che necessitano di terapia con l’ossigeno, per loro ci siamo»

Sono 300 i malati lodigiani che hanno bisogno di ossigeno per vivere. A sostenerli è l’Alor, associazione lodigiana di ossigenoterapia riabilitativa, guidata dal pneumologo Francesco Tursi. A fondarla, nel 1986, è stata il medico Antonio Corsano. L’obiettivo era proprio la somministrazione dell’ossigeno al domicilio dei pazienti. «Si era intuito - spiega Tursi - che l’ossigeno poteva cambiare la qualità di vita dei pazienti con insufficienza respiratoria. Ci sono pazienti che vivono con l’ossigeno da vent’anni. Le malattie che generano l’insufficienza cronico respiratoria sono quelle neuromuscolari degenerative come la Sla, la fibrosi polmonare e la Broncopneumopatia cronico ostruttiva. Quest’ultima è la principale causa, legata al vizio del fumo. Da quando l’ossigeno è diventato un farmaco l’Alor ha cambiato la sua pelle. Adesso è l’Asst che porta l’ossigeno ai pazienti».

L’Alor, invece, sostiene i malati con lo svolgimento di tutte le pratiche, ma non solo. «Stiamo vicini ai malati - aggiunge il pneumologo - con cicli di riabilitazione in località climatiche favorevoli, organizziamo numerose gite e visite ai musei. Andiamo agli spettacoli di teatro e cerchiamo di fare sempre tutto con il massimo della sicurezza per i pazienti. L’Alor è anche membro del Gard (Global Alliance Against Chronic Respiratory Diseases, alleanza internazionale contro le malattie respiratorie croniche, ndr), la task force del ministero che si occupa della prevenzione delle malattie respiratorie».

Il dottor Tursi

Intanto Tursi annuncia: «Il 25 giugno alla Comella si svolgerà la festa di fine estate, in collaborazione con il P2 di San Colombano». E conclude: «In tutto questo percorso ho imparato che fare il volontariato non serve agli altri, ma è servito a me per crescere. Ho conosciuto della persone in credibili in termini di umanità e generosità. Le ringrazio tutte».

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