Inps in crisi, l’Usb: «Manca perfino la carta»
Il palazzo dell’Inps a Lodi

Crisi dell’Inps, «manca anche la carta»

Il sindacato Usb lancia l’allarme sullo stato dell’istituto

In principio fu il drastico calo dei dipendenti, scesi di decine di unità nonostante l’accorpamento con l’Inpdap. Ma adesso all’Inps di Lodi manca perfino la carta «e dobbiamo portarcela da casa». A lanciare la denuncia è l’Unione sindacale di Base, secondo la quale lo stato di crisi che l’istituto soffre a livello nazionale viene patito anche a Lodi, dove la situazione per i lavoratori è diventata sempre più difficile.

«Eravamo in 125 lavoratori all’Inps di Lodi, a cui si sono aggiunti una quindicina provenienti dall’Inpdap – spiega il rappresentante sindacale Michele Riccardi-. Ora siamo in 86. Facciamo fatica a star dietro ai nostri compiti».

Secondo Riccardi, le difficoltà dell’Inps sarebbero frutto di un disegno più ampio mirato a favorire la previdenza complementare privata a scapito di quella pubblica.

La richiesta dell’USB è quella di un piano di assunzioni che porti, a livello nazionale, a 6mila nuovi dipendenti entro il 2020: «C’è stato il blocco del turnover, e l’età media dei lavoratori, in certi comparti, supera i sessanta. Senza nuove assunzioni, l’Inps non sopravviverà».

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