L’Una Hotel a fine corsa: a Pasqua chiude l’attività
L’Una Hotel aveva aperto nel 2001 in via della Filanda a Lodi

A Pasqua si conclude l’esperienza dell’Una Hotel a Lodi

La decisione nell’ambito del processo di integrazione tra Unahotels e Atahotels; i 18 dipendenti saranno trasferiti in altre strutture

Il giorno di Pasqua, domenica 1 aprile, l’Una Hotel di San Grato cesserà l’attività. Lo ha comunicato ufficialmente il Gruppo Unipol, di cui fa parte la catena Gruppo Una Spa.

«Questa decisione è stata è stata presa a seguito di un’approfondita analisi del prodotto esistente e delle condizioni di mercato - spiega il Gruppo Unipol -, nell’ambito del processo di integrazione tra Unahotels e Atahotels che determina la necessità per l’impresa di contenere la propria presenza nelle aree ove non si giustifichi in termini commerciali ed economici, e invece di consolidarla dove sia maggiormente remunerativa». I diciotto dipendenti non perderanno il lavoro, ma saranno ricollocati in altre strutture del Gruppo Una.

Da sempre si proponeva come punto di riferimento della clientela business, soprattutto per la sua posizione: a soli 30 chilometri dall’aeroporto di Linate e a 6 chilometri dall’A1, permetteva di raggiungere velocemente sia la Fiera Milano City sia il polo di Rho. Qui nel 2011 si celebrò il primo congresso lodigiano dell’allora Pdl, un appuntamento considerato storico dal punto di vista politico: una sfida tra l’ex sindaco di Borghetto Davide Cutti e l’ex sindaco di Castiraga Vidardo Oscar Fondi. Fu quest’ultimo a spuntarla.

Nel 2007 il Comune di Lodi approvò il raddoppio dell’Una Hotel, concedendo il permesso di costruire in variante al Piano regolatore generale. L’intervento prevedeva un aumento della superficie di 4.192 metri quadrati, rispetto a una superficie esistente di 4.156 metri quadrati.

Il progetto comportava la realizzazione di parcheggi e di verde piantumato, inoltre la ristrutturazione avrebbe portato a un incremento dei servizi a disposizione dei clienti, con quaranta stanze in più, arrivando così quasi a quota cento.

L’intervento però non è mai decollato, a fermare il raddoppio la crisi e le condizioni di mercato, per questo il Comune aveva siglato una lettera d’intenti con l’operatore privato.

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