Al lavoro per scongiurare la chiusura dell’ostetricia
Rischio chiusura per il reparto di ostetricia all’ospedale di Codogno

Ultima chiamata per la maternità all’ospedale di Codogno

I turni coperti fino a marzo, aperti due bandi per non fermare gli ambulatori

Rischio chiusura per il reparto di ostetricia all’ospedale di Codogno, ma l’Asst di Lodi compirà un ultimo tentativo per salvarlo. Il problema è quello della carenza di specialisti che secondo il direttore generale Giuseppe Rossi è un tema nazionale. I ginecologi non si trovano: per ora i turni sono confermati fino alla fine di marzo, per aprile c’è maggiore incertezza. A coprirli sono i medici dell’Ospedale Maggiore di Lodi, ma alla lunga la difficoltà potrebbe diventare insanabile, costringendo l’azienda a chiudere il punto nascite della Bassa. Senza ginecologi il reparto non può funzionare.

Giuseppe Rossi

«Siamo in situazione critica, non si trovano ginecologi - conferma Rossi -. Siamo in lotta per salvare il reparto dalla chiusura. Turni confermati fino alla fine di marzo, per aprile si vedrà. Se abbiamo fortuna troviamo qualcuno». Il problema, precisa Rossi, «è nazionale». E l’Asst di Lodi sta provando a correre ai ripari, non senza difficoltà: «Adesso abbiamo due bandi aperti per salvare gli ambulatori e liberare così il personale che vada in reparto a fare le reperibilità. I concorsi vanno deserti, stiamo cercando genitori dalle graduatorie aperte in tutta Italia, ma niente da fare. Tutte le specialità sono in crisi. Adesso abbiamo un bando per sostituire la reumatologa in maternità. Si è presentata una sola dottoressa, speriamo che accetti l’incarico».

Per dare un’idea, i ginecologi nel giro di tre anni si sono dimezzati, da 12 a 6, mentre a Lodi sono quasi raddoppiati. Ciò comporta un carico di lavoro notevole, con la necessità di rinunciare alle ferie per coprire i turni, e la sgradevole sensazione di dover fare i miracoli per gestire le emergenze. Comprensibile dunque il sempre minore appeal della struttura, e che le ipotesi di una chiusura-trasferimento in altri presidi della zona circolino insistentemente. La città però non vuole rinunciare a cuore leggero al reparto: «Il punto nascite di Codogno è strategico per tanti motivi, a partire dal bacino territoriale che serve, e per questo sono convinto che una soluzione si troverà – spiega il sindaco Francesco Passerini -. Negli incontri con la direzione dell’Asst non mi è stata prospettata la chiusura, ma un impegno a trovare una soluzione. Nei prossimi giorni avremo un nuovo incontro, e spero ci siano novità positive».

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