Ricorso per Ognissanti Bagatta 2500

Scuola Ognissanti, Codogno ricorre in Cassazione

Il Comune non vuole pagare i 600mila euro disposti dalla Corte d’Appello per l’esproprio alla ditta Contardi

Un ricorso in Cassazione, per provare a “salvare” 600mila euro. È la mossa decisa (e già consumata) dal Comune di Codogno contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano, che l’ha condannato a pagare oltre mezzo milioni di euro in più alla ditta Contardi per l’esproprio delle sei aule di scuola media Ognissanti che erano di sua proprietà. Il ricorso è stato presentato dopo un consulto coi legali dell’amministrazione, convinti che ci siano i margini per cancellare o ridurre l’importo, dopo che il Comune ha già versato 331mila euro alla Cassa Depositi e Prestiti per l’esproprio deciso dall’ex giunta Ceretti nel 2015.

Fortemente critico il centrodestra: «La giunta di centrosinistra con arroganza ha proceduto con l’esproprio - afferma il consigliere Elena Ardemagni - mentre qualcuno diceva di stare attenti. Il risultato è questo, e penalizza fortemente il bilancio comunale 2018 e l’attività dell’amministrazione guidata da Passerini».

Vincenzo Ceretti, ex sindaco di Codogno

«L’esproprio era la scelta giusta per chiudere definitivamente una vicenda annosa» sostiene invece l’ex sindaco Vincenzo Ceretti, che ricostruisce la vicenda, con la cessazione di «ogni tipo di contratto formale» negli anni Novanta e il Comune che dal 2001 non versava più l’affitto: «Abbiamo provato a trattare, ma - racconta - a un certo punto abbiamo dovuto procedere con l’esproprio: nel 2015 infatti la ditta ci aveva infatti intimato di lasciare liberi i locali, con richiesta di risarcimento danni». Tanto che, spiega, la Corte d’Appello non contesta l’esproprio, ma le cifre. Alle quali però il Comune era tenuto ad attenersi, avendo una perizia validata risalente al 2010.

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