un miliardo di euro. Il via alla fine del 2018
Le immagini del cantiere sulla Lodi-casello Ribolini

Il “gigante” del gas cresce alle porte della città

Dal capoluogo al casello A1 una distesa di cantieri segnala le opere per l’impianto di stoccaggio che ha cambiato il paesaggio, ora domincato da cemento e acciaio

Rossella Mungiello

Sottoterra e in superficie, lungo il canale Muzza e su una delle direttrici principali del Lodigiano, l’ex strada statale 235. E poi intorno a Cornegliano Laudense e la Muzza, tra cascina Bossa e Cesarina, con una zona deposito mezzi allestita a Pieve Fissiraga. I pezzi del “puzzle” stoccaggio - il più importante intervento in atto nel Lodigiano dal punto di vista economico, per l’investimento, e ambientale, per l’impatto sul territorio - oggi sono tutti sul tavolo, con cantieri aperti in diversi punti della campagna a ridosso del capoluogo.

Il disegno finale

Per vedere il disegno finale, e come sarà il Lodigiano a opere concluse, ormai c’è poco da attendere. L’entrata in esercizio del maxi deposito di Cornegliano Laudense è prevista per l’ultimo trimestre del 2018, ma già in primavera, tra pochi mesi, sarà presentato al mercato per la commercializzazione. Intanto il biglietto da visita per chi arriva dal casello A1 e si dirige verso la città di Lodi è una distesa ininterrotta di cantieri, scomposti su più piani, sottoterra sì, ma anche in superficie. In costruzione non c’è solo uno dei più importanti stoccaggi d’Italia, ma anche le infrastrutture collegate, comprese le “autostrade” elettriche e del metano.

Circa 2,2 miliardi di metri cubi di capacità stimata, di cui 1,3 miliardi a disposizione dello stoccaggio, mentre circa un miliardo di metri cubi di capacità è destinato al gas “cuscino”, necessario al funzionamento del sistema che ha la possibilità di scambiare fino a 27 milioni di metri cubi al giorno, per lo stoccaggio l’investimento economico è da capogiro. La concessione ministeriale per lo sfruttamento è in mano alla società Ital Gas Storage, controllata da una società che fa capo a Morgan Stanley Infrastructure Inc. e da Whysol Investments e per la realizzazione è stato chiuso un contratto di finanziamento da 1 miliardo e 56 milioni di euro, in gran parte in arrivo dall’estero.

Dopo sei proroghe richieste e ottenute dal ministero dello Sviluppo Economico - che avevano fatto sperare il fronte del “no” in un’eventuale rinuncia all’investimento - i cantieri sono partiti a dicembre 2015 e oggi sono in fase ormai avanzata. La data prevista per l’entrata in esercizio è l’ultimo trimestre del 2018, ma già dalla primavera inizierà la commercializzazione, come comunicato dalla stessa società nella giornata di apertura dei cantieri alle istituzioni e alla stampa del territorio.

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