Si trova davanti il branco di cinghiali, incidente sfiorato sulla provinciale
Alcuni cinghiali abbattuti nel corso di una caccia di selezione sulle colline

Si trova davanti il branco di cinghiali, incidente sfiorato sulla provinciale

Torna l’allerta a San Colombano, un automobilista evita per un soffio l’impatto con gli animali

Incidente sfiorato martedì sera sulla strada provinciale 23 pedecollinare. Una giovane al volante della sua vettura si vede piombare improvvisamente davanti un branco di sei cinghiali e riesce ad evitarli solo per un soffio. Ritorna alta l’allerta per i cinghiali a San Colombano, e i cacciatori riprenderanno a breve il contenimento della specie tramite sparo, ma solo in accompagnamento e presenza delle guardie della polizia provinciale dell’Area metropolitana.

Casi del genere non sono nuovi nel nostro territorio: negli anni scorsi c’erano state diverse segnalazioni di incidenti in collina causate da cinghiali. Il 2017 invece era trascorso senza incidenti stradali noti, e con una netta sensazione che il fenomeno fosse in calo. A distanza di 12 mesi però lo scenario è cambiato radicalmente. In molte parti della collina, a partire dal tardo autunno, diversi terreni sono stati trovati calpestati, con i caratteristici segni a terra che indicano il grufolare dei cinghiali, quando con il muso raspano la terra alla ricerca di cibo. In contemporanea si sono fatte numerose le segnalazioni di avvistamento, e ora arriva anche l’incidente sfiorato, lungo la pedecollinare.

«È un periodo nel quale osservazioni e segnalazioni sono numerose – spiega Pier Borella, presidente dell’Ambito di caccia -. In collina c’è almeno un gruppo di cinghiali da 20 animali e un paio di gruppi da 8 o 10, e poi tre o quattro da 6 o 7 animali. Con ogni probabilità non sono fissi sulla nostra collina, ma sono vaganti nella zona, con una concentrazione in due o tre punti. In particolare, al di là della 234 Mantovana verso Chignolo Po, nella zona di Cascina Oca, e nei boschi tra San Colombano e Miradolo. Le zone di passaggio invece sono le solite: un po’ tutta la collina, ma soprattutto il versante est tra la Serafina e la campagna in località San Bruno, fino alla Mostiola».

I cacciatori di San Colombano avevano attivato negli anni passati la caccia di selezione del cinghiale in collina, attività che si è bloccata dall’anno scorso con il passaggio di competenza a Regione Lombardia, per un contenzioso tra Regione e Stato centrale. In assenza di un regolamento valido, la caccia non è possibile, mentre rimane valido il contenimento della specie attraverso lo sparo: possono attuarlo le guardie venatorie volontarie solo in presenza di una pattuglia di guardie della polizia locale della Città Metropolitana.

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