Sagra dell’uva troppo “blindata”, è polemica a San Colombano

Sagra dell’uva troppo “blindata”, è polemica a San Colombano

Andrea Bagatta

No alle bombole di gas per cucinare in strada, no ai tavolini dei bar in via Mazzini e nelle vie laterali, niente bicchieri di vetro (né tazzine per il caffè) e niente lattine, ma solo somministrazione in bicchieri di plastica, stop alla vendita delle bottiglie di vetro dalle 13 (comprese quelle di vino), divieto di somministrazione di alcol dalle 23, documenti amministrativi aggiuntivi per le attività all’esterno e per il personale impiegato durante la giornata. La prossima Sagra dell’uva di San Colombano, in programma domenica 24, sarà superblindata per motivi di sicurezza, ma in paese è tutta una polemica. Le settimane di attesa all’appuntamento più importante dell’anno in San Colombano si sono consumate nelle incertezze dovute ai nuovi provvedimenti assunti nel piano della sicurezza dagli organizzatori, la Pro loco in collaborazione con il Comune. Nei giorni scorsi c’è stato il via libera della prefettura al piano della sicurezza, e ora si attendono le ordinanze che renderanno esecutivi i divieti già preannunciati, ma tra gli esercenti e anche tra i cittadini montano le polemiche per le scelte fatte, considerate eccessivamente restrittive, e in alcuni casi specifici penalizzanti per alcuni locali. A subire le conseguenze maggiori sono le attività lungo il percorso dei carri, via Monti e via Mazzini, perché dalle 15 alle 18,30 è stato revocato anche il plateatico. Niente piastre o cucine all’esterno, e nemmeno tavolini durante quelle ore. A subire le maggiori conseguenze sono la macelleria Marni e il bar Moderno in via Mazzini, e la pizzeria d’asporto Il Piadinaro in via Monti. La prima farà comunque le sue tradizionali salamelle, ma nel chiuso del cortile di piazzetta Caduti, al bar Moderno è stato revocato il plateatico annuale sul marciapiede, mentre il Piadinaro, per quattro tavoli esterni e un piccolo spazio per musica live, si è visto chiedere la documentazione di Avvio di attività temporanea (a pagamento), e per questo ha rinunciato. Anche le altre attività di via Mazzini dovranno sgombrare tavoli e banchi, ma già lo facevano gli anni precedenti. I bar della piazza e quelli di via Steffenini invece non hanno ottenuto l’ampliamento dello spazio per i tavoli, ma mantengono quello solito. Per tutti vige l’obbligo di piastre elettriche o di impianti a gas collegati alla rete e certificati, con divieto di alimentazione con le bombole a gas. L’altro fronte critico è quello della vendita delle bottiglie di vetro. Mentre la somministrazione nei bar e ristoranti per tutto il giorno avverrà in contenitori e bicchieri di plastica, le bottiglie si potranno vendere solo fino alle 13. Sono proprio le cantine vitivinicole a essere penalizzate, che non potranno vendere vino confezionato nel momento di maggiore afflusso, nel pomeriggio.

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