La tangenziale di Codogno ha solo tre anni ma è già malata

La tangenziale di Codogno ha solo tre anni ma è già malata

Sara Gambarini

Ha solo tre anni. Ma li porta male. La tangenziale di Codogno è una strada nuova ma mostra già i segni del tempo. In più di un tratto l’asfalto è contraddistinto dalle “rughe” tipiche del bitume segnato da anni di traffico. Oltre la rotatoria di Castiglione il rattoppo al centro della carreggiata è evidente. Allo svincolo in cemento di Codogno, la porzione di ex statale divenuta “binario morto” è abbandonata se stessa. Pochi metri di strada dimenticati insieme a un fazzoletto di terra dove doveva sorgere un “giardino”: le piante però non sono mai cresciute. È terra “bruciata”. E l’ex sede del cantiere a ridosso della vecchia casa cantoniera? Un angolo con qualche cartaccia gettata per terra e un jersey abbandonato. In breve tempo poi le piazzole di sosta sono diventate vere e proprie discariche a cielo aperto: i gesti di inciviltà di pochi stanno trasformando un’arteria principale in una vecchia strada di qualche periferia lontana.

L’ultima “grana” per la tangenziale di Codogno risale allo scorso inverno, quando, superando la rotonda venendo da Casale o entrando in rotatoria arrivando da Maleo, era spuntata al centro della carreggiata una montagnetta. Visibile ad occhio nudo e ben percepibile dalle auto in transito. Una deformazione (cedimento localizzato) a ridosso di una sottostruttura di tipo scatolare (cavo idraulico) a cui la Provincia di Lodi ha subito posto rimedio.

Ma la variante vanta una lunga storia “ad ostacoli”. A pochi mesi dall’inaugurazione infatti l’asfalto aveva mostrato segni di cedimento sparsi fra rettilinei e rotatorie (in particolare proprio la rotonda di incrocio per Castiglione, che tuttora mostra alcune ragnatele nell’asfalto): da qui i primi rappezzi. Dopo un anno al buio, la rotonda del Mondial era stata finalmente dotata di illuminazione. Sempre in zona Mondial, la doppia curva da Formula 1 creata là dove prima c’era un rettilineo aveva costretto ad intervenire con segnaletica luminosa e strisce bianche “anti invasione di corsia”. Il sottopassaggio della Mulazzana, il primo inverno, con l’avvento delle grande piogge, si era allagato. Asfalto “poco liscio” anche nel tratto che dall’imboccatura a Casale si dirige verso lo svincolo per Codogno.

Il tutto considerando che i lavori della variante codognese, partiti nel 2011, avevano subìto dal principio uno stop con l’apertura di un contenzioso fra Provincia e ditta incaricata dei lavori (la Fabiani) e che durante la “fase di stop” l’asfalto del braccio Codogno-Cavacurta era andato distrutto. Nel 2013 i lavori erano poi ripartiti fino al taglio del nastro nel 2014.

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