«Scuola dell’inclusione», a Lodi l’appello del ministro Fedeli

«Scuola dell’inclusione», a Lodi l’appello del ministro Fedeli

Valeria Fedeli, ministro della pubblica istruzione, stamattina dall’auditorium Bpl ha lanciato un appello per la «scuola dell’inclusione», e non semplicemente dell’«inserimento» o del sostegno scolastico: «La scuola dell’inclusione è quella in cui l’educazione del bambino o dello studente portatore di disabilità è responsabilità di tutti - ha scandito - non solo degli specialisti o di una categoria in particolare». Invitata dalla Ledha Lombardia (Lega per i diritti delle persone con disabilità) e della Ledha Lodi, il ministro ha rivelato che «Lodi è la prima città che visito per parlare di norme attuative sulla “buona scuola”, la legge 107 del 2015, con le parti sociali e i portatori di interessi del territorio». Fedeli ha ripercorso la storia delle leggi «inclusive» nella scuola italiana partendo da quelle Falcucci degli anni Settanta «che ci hanno posto all’avanguardia nel mondo superando i ghetti delle classi differenziate esistenti all’estero». Ora «il salto di qualità» è nel «rendere responsabile la scuola nel complesso, compreso il personale Ata. Da settembre daremo continuità al ruolo degli insegnanti di sostegno».

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