L’ad di Eni Servizi sul nuovo centro direzionale di S. Donato: «Un’occasione per la città»

«Il nuovo Centro direzionale Eni sarà una scommessa giocata interamente sulla sostenibilità, che lancerà la città di San Donato in un futuro sempre più europeo e all’avanguardia». L’amministratore delegato di Eni Servizi, Mauro Russo, in un’intervista rilasciata ieri in esclusiva al «Cittadino», illustra i capisaldi su cui verte l’operazione immobiliare (nota in città come Sesto palazzo uffici) da 230 milioni di euro che la prima società di San Donato si appresta ad avviare nell'area antistante piazzale Supercortemaggiore, dove soranno quattro nuovi edifici con un'ampia dotazione di parcheggi. Un’occasione propizia per conoscere la posizione dell’azienda su alcuni passaggi del Programma integrato “De Gasperi Est”, che è già stato adottato dal consiglio comunale, dove dovrà tornare per l’ok definitivo.

Dottor Russo, Eni si accinge a investire 230 milioni di euro sul territorio di San Donato, dopo che in un recente passato ha dismesso parte del proprio capitale immobiliare. Perché questo cambio di strategia?

«Eni è un operatore complesso, che talvolta si trova a operare in discontinuità con il passato per guardare a un futuro di innovazione e per muoversi verso le migliori opportunità. Investire in un’area dismessa vuol dire riqualificazione e progresso, nel caso specifico significa realizzare un progetto sostenibile a 360 gradi».

Quali blocchi uffici, ormai appartenenti a un’altra proprietà si svuoteranno a seguito di questo intervento?

«Tutta la parte al di là della via Emilia, in prossimità del Quartiere Affari (il cosiddetto Quinto palazzo, ndr)».

Rispetto al nuovo progetto i sindacati hanno espresso alcune apprensioni su mensa e i parcheggi, nel timore che il VI Palazzo non sia dotato di servizi sufficienti per tutti i 3.400 lavoratori che è destinato ad ospitare. In merito a questi aspetti quali accorgimenti verranno introdotti?

«Innanzitutto il parcheggio, parte sotterraneo e parte in superficie, prevede 2mila posti auto, di cui una quota pertinenziale sarà pubblica e un’altra quota verrà riservata ai dipendenti. La gestione verrà curata da un operatore esterno e la struttura avrà la capacità di soddisfare tutte le esigenze, in quanto dalle indagini condotte è emerso che la metà dei dipendenti si muove con i mezzi pubblici. Proprio per spingere sul tasto della mobilità l’azienda ha ad esempio messo disposizione del personale alcune formule di abbonamenti facilitati, che è possibile sottoscrivere anche attraverso Internet».

Per quanto riguarda invece i pasti dei dipendenti?

«Il nuovo campus prevede 5mila metri quadrati adibiti a servizi, all’interno dei quali sorgeranno un ristorante aziendale, una biblioteca e un auditorium, che in alcune occasioni potranno essere messi a disposizione della cittadinanza»

La Rsu di Snam Rete Gas ha espresso forti preoccupazioni per la sorte del laboratorio Lasvil che, secondo i sindacati, occupa una parte di comparto su cui dovrebbe essere realizzato il nuovo complesso. Quali prospettive ci sono per questa unità?

«Vorrei chiarire che sul laboratorio questione, qualsiasi scelta spetta a Snam Rete Gas».

In tema di mobilità, da un paio d’anni si parla di rete interaziendale, con una sinergia di una quindicina di aziende del territorio che dovrebbero allearsi per ottimizzare gli spostamenti interni. A che punto è il progetto?

«Eni è stata in prima fila sin da subito e resta tutt’ora pronta a rispondere positivamente a qualsiasi impulso di carattere migliorativo».

La convenzione prevede alcuni investimenti nel Centro sportivo Metanopoli, ma annovera anche la promozione di centri estivi semi gratuiti per i figli dei dipendenti. Come mai questa agevolazione su un bene che è di proprietà del Comune?

«Vorrei sottolineare che all’atto pratico Eni tornerà a concentrare risorse sugli impianti sportivi voluti da Mattei che sono fiore all’occhiello della città. Riguardo poi a eventuali risposte ai bisogni del territorio c’è la massima flessibilità a interloquire con l’amministrazione comunale affinché sia data risposta a quelle che saranno le esigenze di tutti i cittadini».

La convenzione tra Comune ed Eni è stata impugnata da alcuni cittadini vicini al Partito democratico. Elemento portante del ricorso al Tar è la compensazione del verde standard previsto in prossimità del nuovo complesso, che è stato spostato in larghissima parte nell’area di Monticello. Per quali motivi è stata affrontata una scelta del genere?

«Eni ha in mente grandi progetti per San Donato. Pensiamo a una scommessa sul futuro fatta di mezzi che circolano a metano, di auto elettriche, con centraline di ricarica che verranno installate nel nuovo parcheggio, di un sistema di bike sharing, di una rete ciclabile, nonché di un sistema di collegamenti a nastro, che toccherà i punti strategici del territorio, a cui si aggiungono altri servizi che verranno messi a disposizione dei lavoratori, ma anche della collettività sandonatese. Come in tutte le città del mondo al centro verranno collocati i servizi, mentre il verde sarà spostato in periferia. In questo caso stiamo parlando della cessione di un’area a ridosso del centro urbano, in parte edificabile, dove è prevista la realizzazione di attrezzature pubbliche».

Qual è il fiore all’occhiello di questo intervento?

«Le infrastrutture che andremo a realizzare. Eni è stata innovativa in passato e continuerà ad esserlo. Sarà prestata grande attenzione alla città di San Donato dove, nonostante non mancassero le alternative, verranno concentrate nuove cospicue risorse, che valorizzeranno ulteriormente il territorio, attraverso interventi straordinari stimati per un importo vicino ai 50 milioni di euro».

Giulia Cerboni

Nell’intervista al «Cittadino» Mauro Russo, amministrazione delegato di Eni Servizi, parla del nuovo centro direzionale di San Donato, ma svela anche i progetti della società per il futuro della città

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