UCRAINA Mulazzano apre le braccia a 18 rifugiati in fuga dalle bombe

Entra nel vivo il progetto promosso dall’associazione “Amici dei bambini” di San Giuliano con parrocchia e Comune, i profughi vengono ospitati in quella che per oltre un secolo è stata la scuola delle suore

Con l’arrivo dei 18 rifugiati nella mattinata di ieri, anche Mulazzano scende in campo per le vittime della guerra, che sono ospitate in quella che per oltre un secolo è stata la casa delle suore di Maria Bambina. È questo il suggestivo progetto promosso dall’associazione “Amici dei bambini” di San Giuliano con la parrocchia e il Comune di Mulazzano, che ieri ha trovato la sua attuazione pratica con l’arrivo di 13 bambini e 5 adulti in fuga dal terribile conflitto bellico. «Tutto questo è stato preceduto dalla straordinaria mobilitazione della popolazione locale, che nelle ultime settimane ha lavorato per sistemare la casa delle suore di Maria Bambina, la cui congregazione qualche anno fa ha lasciato il nostro paese - afferma il sindaco Silvia Giudici -. Sono state proprio le suore a stipulare un contratto di comodato d’uso gratuito con l’Ai.Bi sull’immobile tuttora di loro proprietà, ma a giocare un ruolo di primo piano è stata anche la parrocchia con don Emilio Ardemani, che proprio oggi (ieri ndr) ha celebrato con tutti noi la festa del santuario di Roncomarzo». Accompagnati dallo stesso sindaco Giudici con i volontari della Protezione civile, il presidente Marco Griffini e il personale di Ai.Bi, in tarda mattinata i 18 rifugiati ucraini sono quindi arrivati in paese, dove sono stati accolti nella casa delle religiose adattata alle loro esigenze. «Proprio grazie alla disponibilità dell’amministrazione, a Mulazzano nascerà un vero e proprio polo da questo punto di vista, prossimamente altri rifugiati verranno ospitati nella frazione di Quartiano e in altre zone del paese - ha affermato proprio il presidente Griffini -: attraverso la presenza dei mediatori linguistici e delle altre figure previste in casi simili, l’obiettivo è quello di dar vita ad un’accoglienza sostenibile, che affronti cioè anche le tematiche sociali e formative sottese ad esperienze di questo tipo». Con in prima fila ovviamente i bambini, i rifugiati hanno quindi preso visione della nuova casa, a cui nei prossimi giorni saranno proprio loro a dare un nome, come ha confermato il sindaco Giudici, che sta lavorando con gli uffici comunali e la stessa Ai.Bi per favorirne in breve tempo l’inserimento scolastico. Nel frattempo continuano le iniziative di solidarietà per i rifugiati, a favore dei quali andrà il ricavato della tombolata promossa domani alle 16.30 dall’Auser nel salone dell’oratorio.

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