SAN DONATO Il viaggio della speranza della giovanissima Kesi operata al Policlinico

La bimba di sei anni del Camerun affetta da una grave cardiopatia è stata trasferita in Italia grazie al gruppo Cuore Fratello

Era arrivata nell’ottobre scorso con un viaggio della speranza presso il Policlinico San Donato in condizioni talmente gravi che i medici non avevano nemmeno potuto operarla: la piccola Kesi, originaria del Camerun, ora sta bene e nei giorni scorsi ha festeggiato i suoi 6 anni nel reparto di cardiochirurgia pediatrica. La piccola aveva raggiunto il nosocomio accompagnata dalle suore infermiere, insieme ad altri tre bimbi anch’essi cardiopatici, nell’ambito di un progetto dell’associazione Cuore Fratello. Dopodiché, quando i volontari avevano appreso dagli specialisti la gravità della situazione, hanno fatto arrivare in Italia anche la sua mamma nel timore che la giovanissima paziente non riuscisse a farcela. Ma fortunatamente la bimba, che è ormai diventata una mascotte del reparto, ad un certo punto ha iniziato a rispondere alle cure e ad avere dei miglioramenti. Non appena possibile è stata quindi sottoposta all’intervento che le ha salvato la vita.

A fare il tifo per lei c’erano i medici, gli infermieri, tutto lo staff di Cuore Fratello e anche le mamme degli altri degenti in tenera età: tutte persone che sono state conquistate dal suo sorriso e dalla tenacia con cui la bimba ha affrontato anche i momenti più difficili in un ambiente completamente diverso da quello dove è cresciuta. Il premio per lei è arrivato con una bella festa di compleanno, che è stata organizzata in collaborazione con l’associazione Aicca, in cui Kesi è stata circondata dall’affetto di tutti coloro che le sono stati vicini nel lungo percorso ospedaliero che si concluderà a breve con le dimissioni a cui seguirà il rientro a casa. Tra i partecipanti, c’era anche don Claudio Maggioni, che 20 anni fa aveva fondato Cuore Fratello per tendere una mano ai bambini con il cuore malato provenenti dalle latitudini di mondo dove non esistono strutture attrezzate per curare le loro patologie. «Il 5 aprile 2002 - ricorda don Maggioni. -, insieme a 19 carissimi amici, soci fondatori, ho firmato l’Atto Costitutivo di Cuore Fratello: sono trascorsi vent’anni da allora. Tanta vita è passata davanti ai nostri occhi - osserva - e continueremo a mettere mani, occhi, cuore in questa avventura, sempre grati a tutti coloro che ogni giorno ci permettono, con il loro sostegno, di realizzare i nostri progetti».

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