Diritti, sicurezza, potere:
la distopia che parla di noi

IL LIBRO In uscita per Momo Edizioni il romanzo del codognese Francesco “Baro” Barilli, Confessione di un boia

Il messaggio principale del libro sta nella riflessione che, lucida e disarmante, arriva nel capitolo 5: “Di tutti i crimini contro l’umanità la guerra e la pena di morte sono i peggiori. Sono gli unici spacciati per giustizia”. Da brividi, e il terribile scenario bellico di queste settimane altro non fa che amplificarli. A pronunciarla, nell’ultima parte della sua vita, è Fabrizio Rinaldi, boia di professione, tormentato e inquieto protagonista di Confessione di un boia, il nuovo romanzo di Francesco “Baro” Barilli edito per Momo Edizioni: poco più di centocinquanta pagine che di spunti di riflessione ne pongono molti altri, tutti legati a doppio nodo all’attualità dei nostri tempi, nonostante la storia sia ambientata nel 2070 in un futuro immaginario e distopico dominato dalla paura e da una condotta repressiva diventata legge e norma condivisa. Con una domanda che tutto sovrasta: davvero la garanzia di una (fantomatica) sicurezza sociale ci vedrebbe - tanto colpevolmente quanto spesso inconsapevolmente - disposti a cedere in termini di diritti e libertà?

Proprio su queste tematiche il codognese Francesco Barilli, scrittore e sceneggiatore di fumetti di impegno civile, invita a interrogarsi, nella convinzione che «i libri non sempre possono dare risposte, ma devono porre delle domande e generare riflessioni, offrendo strumenti per aiutare ad analizzare ciò che ci circonda. Lo fa anche Confessione di un boia, libro che mi piacerebbe alzasse il livello di attenzione rispetto agli eccessi e agli abusi del potere che si erge a entità superiore».

Barilli non scrive per diletto, la sua urgenza narrativa si è sempre piuttosto legata a una voce forte di denuncia sociale strettamente connessa alla contemporaneità. E così si legge Confessione di un boia e non si può non pensare al mondo d’oggi, e non è un caso che il libro abbia la prefazione di Pasquale Prencipe dell’associazione Antigone, con i dati di Amnesty International che rivelano come nel 2024 il numero di esecuzioni capitali abbia raggiunto il livello più alto dal 2015. Ma anche lo stesso carcere, simbolo dell’umanizzazione della pena, troppo spesso è ormai un luogo dove la dignità umana è calpestata. «Succede anche in Italia», sottolinea Barilli che guarda con preoccupazione a quella deriva che vede anche il nostro Paese percorso dall’ascesa di forze politiche che invocano modelli autoritari, introducono nuovi reati, giustificando il tutto in nome di una maggiore sicurezza sociale.

Confessione di un boia, lo si è capito, è un libro denso di contenuti, con il tormentato percorso umano del protagonista che porta il lettore a confrontarsi anche con i temi della spiritualità, del coraggio, perfino dell’amore.

Un’occasione per approfondirlo sarà a Codogno questo sabato 14 marzo alle 16 alla sala Santelli del municipio di via Vittorio Emanuele, nella presentazione organizzata dalla lista civica Codogno 2.0, con la partecipazione dell’Anpi cittadina. L’autore dialogherà con il giornalista Mario Borra, presente Paolo Pobbiati del Coordinamento pena di morte Amnesty Italia.

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