Uggetti ricostruisce in pubblico la sua vicenda giudiziaria: «Poteva andare in maniera diversa»

Le parole dell’ex sindaco ospite della serata di Lodi liberale per la presentazione del libro di Stefano Zurlo

«Poteva essere condotta in maniera diversa». Così l’ex sindaco di Lodi Simone Uggetti lunedì sera nella sala Granata ha espresso in una sola frase tutta l’amarezza per la sua vicenda giudiziaria, che ancora non ha trovato conclusione. L’ex primo cittadino è stato ospite lunedì sera dell’associazione Lodi Liberale, per l’incontro sul tema dell’uso coercitivo della carcerazione preventiva e dell’ingiusta detenzione con l’occasione della presentazione del libro di Stefano Zurlo “Il libro nero delle ingiuste detenzioni”, un campionario di 12 storie emblematiche di malagiustizia.

A introdurre la serata il presidente dell’associazione Lorenzo Maggi. Simone Uggetti non è intervenuto nel merito del processo, anche se più volte ha sottolineato come non sia mai stato messo in dubbio il fatto che abba agito «nell’esclusivo interesse pubblico». Ha ricordato però bene i dettagli di quel 3 maggio 2016 quando fu prelevato a casa e poi condotto a San Vittore per 10 giorni: «Mi hanno preso a casa, poi sul piazzale della questura, dove tante volte ero stato per impegni istituzionali, c’era pieno di agenti e funzionari, e poi in comune. Mi sono sentito come la belva esibita, il mostro da mettere in passerella». L’indagine più di un dubbio lo ha lasciato: «Nell’interrogatorio di garanzia mi veniva contestata la turbativa di un’asta da 100mila euro. Io ricordavo una cifra diversa e ho chiesto al giudice da quale documento avesse ricavato la cifra, perché io ricordavo 5mila euro, e la risposta fu che forse era stata letta sulla stampa locale – ha detto Uggetti -. Guarda caso eravamo alla vigilia di una tornata elettorale importante, e guarda caso Renzi aveva appena annunciato di voler mettere mano alla Giustizia. Al di là del mio caso, resta un problema di fondo, innescato da Mani Pulite: c’è un conflitto irrisolto tra poteri, e in 31 anni il bilancio è molto negativo, perché oggi c’è più fragilità, instabilità e insicurezza per i cittadini, le imprese e le istituzioni».

Con Simone Uggetti ha raccontato la propria storia l’imprenditrice Jonella Ligresti, «la manager più potente d’Italia» dell’epoca, che ha portato una testimonianza molto umana della sua vicenda processuale iniziata 10 anni fa. Ha poi chiuso l’incontro l’ex presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lodi Giorgio Bottani che ha cercato di spiegare perché, dal suo punto di vista, gli errori giudiziari «non sono singoli casi, frutto di errori umane, ma risultato di un sistema che ha in sé delle storture». Gremita la sala, con qualche volto noto della politica, e un discreto numero di presenti arrivati dal bresciano.

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