Per le vittime della mafia un ulivo davanti all’Einaudi

Lodi, sabato si è conclusa la settimana della legalità

Una stella per ciascuna delle vittime innocenti di mafia, ognuno dei bambini uccisi per mano di organizzazioni mafiose che hanno strappato la vita e il futuro a troppi bimbi ormai dimenticati. «A ricordare e riveder le stelle» citazione dell’ultimo verso della Divina commedia, è stato, infatti, il filo conduttore dell’evento del Centro promozione legalità che ha intrecciato il dramma di tante famiglie a cui è stato portato via un pezzo di cuore: Caterina Nencioni di soli cinquanta giorni è in assoluto la più piccola delle vittime della mafia che, insieme alla sorella Nadia di 9 anni e alla mamma Angela ha perso la vita nel 1993 in seguito all’esplosione di un’autobomba a Firenze. Ma non sono le uniche: nel corso degli anni, sono tanti altri i minori che hanno perso ingiustamente la vita e le loro storie si sono susseguite, dalla voce degli studenti delle classi 4°A a indirizzo “Accoglienza turistica” e “Servizi socio-sanitari” dell’istituto Einaudi al fine di non perdere la memoria.

Graziella Campagna, Luigi Sica, Nicola Campolungo detto Cocò, Giuseppina Savoca, Giuseppe e Salvatore Asta, Giuseppe di Matteo, Emanuela Sansone, Anna Prestigiacomo, Claudio Domino e Giuseppe Letizia.

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