Lodi, la protesta dei centri estetici: «Sterilizziamo tutto ma non ci fanno ancora lavorare»

Forti: «Praticamente anche noi siamo ferme da un anno, i ristori da soli non ci possono salvare»

Lodi, la protesta dei centri estetici: «Sterilizziamo tutto ma non ci fanno ancora lavorare»
Un centro estetico, ancora chiuso per legge

«Al pari di studi medici, con sterilizzazione degli utensili impiegati e degli ambienti, anche noi estetiste avremmo diritto a lavorare». La voce di Emiliana Forti, da 38 anni nel mondo dell’estetica, è quella di un settore messo in ginocchio da decreti che hanno bloccato, ancora una volta, l’attività di estetisti e parrucchieri. E la rabbia emerge proprio da ritmi e protocolli di lavoro che da sempre prevedono la prenotazione degli appuntamenti e la regolare igienizzazione degli strumenti utilizzati. «Da settimane non si parla d’altro che di vaccini - commenta la titolare del centro Beauty Chic di via Walter Tobagi a Lodi -. Ma delle categorie che stanno subendo da un anno a questa parte le restrizioni peggiori, nessuno ne parla più. Tra questi anche bar e ristoranti, piuttosto che le palestre - prosegue -, che come noi hanno lavorato a fasi alterne, senza aiuti concreti». La testimonianza dei colleghi del settore non lascia scampo: «Siamo alla canna del gas - spiega Forti, che nonostante tutto, spera ancora in una possibile ripresa del mondo del lavoro -. Col nuovo anno la situazione è andata di male in peggio: nel 2020 ci è pervenuto qualche contributo dallo Stato per cui abbiamo potuto proseguire, a fatica. Ma ora accorre smuovere l’economia italiana con interventi immediati per poterci risollevare». Poco chiare ancora le prospettive per una ripartenza: «Seguo tutte le news per capire quando poter finalmente tornare operativa - conclude la titolare che insieme ad Agata e Laura, su turnazione, accoglieva le clienti di sempre presso il suo negozio in zona Albarola - ma ad oggi, nulla di certo».

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