Scurati racconta “M”: paure ed eccessi del figlio di un’epoca
La copertina di “M”

Scurati racconta “M”: paure ed eccessi del figlio di un’epoca

Il primo romanzo di una trilogia

«Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!». A pochi mesi dal ritrovamento dei resti straziati del corpo di Giacomo Matteotti, presidente del Partito socialista unitario, assassinato dalle camicie nere nel giugno 1924 a Roma, il presidente del Consiglio dei ministri Benito Mussolini, in un’aula di Montecitorio gremita, difende in maniera veemente l’operato dei seguaci del fascismo. E mentre dai banchi parlamentari della destra salgono sguaiate grida di esultanza ed acclamazione nei confronti del Duce, dalle opposizioni il rassegnato silenzio equivarrà, di fatto, alla consegna dell’Italia nelle legnose mani della dittatura.

La prima adunata dei Fasci di combattimento, pubblicizzata dal quotidiano Il Popolo d’Italia e svoltasi solo cinque anni prima, nel marzo del 1919, si era risolta in una riunione di pochi individui, forse un centinaio. Volontari nella Grande Guerra, sindacalisti interventisti, Arditi, reduci incapaci del ritorno alla quotidianità, esperti nel maneggio delle armi da fuoco, nostalgici delle trincee. Qualche decina di persone radunate nella sala riunioni del Circolo dei commercianti e degli industriali di Milano che nel volgere di pochi mesi scombussoleranno con estrema violenza le carte delle rivalità politiche nazionali, cambiando drammaticamente le sorti dell’Italia. Nulla toglie alla tragicità dei fatti: l’Italia del 1919 è un Paese appena uscito dalla Prima guerra mondiale e dove la fase politica è ardente. Gli scioperi dei braccianti e dei contadini e le lotte per i diritti legati al lavoro coinvolgono i partiti nazionali, così come il malcontento dei soldati tornati delusi dalle trincee. In questo clima rigurgitante incertezza e odio tra le fazioni politiche avverse si inserisce l’ex socialista rivoluzionario, l’interventista della Grande Guerra, ora a capo di una congrega formata da uomini che della vendetta ne hanno fatto una ragione di vita.

Premio Strega 2019 e primo di una trilogia sulla figura di Mussolini (il secondo è stato annunciato in questi giorni), “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati racconta in maniera intima e con grande forza narrativa la figura del dittatore, evidenziandone le più recondite paure, i pensieri, le ambizioni, l’aspetto umano, negli anni che ne videro l’ascesa politica.


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