CODOGNO Fallimento milionario dell’impresa Contardi, banche e Comuni fra i creditori
Fra le opere mai completate a causa del crack Contardi c’è la bretella di Codogno

CODOGNO Fallimento milionario dell’impresa Contardi, banche e Comuni fra i creditori

Bcc Centropadana e Unicredit fra i più esposti a causa del crack dell’ex colosso edile della Bassa

Ammontano a 55 milioni di euro i crediti ammessi al fallimento Contardi tra le domande tempestive. Tra chi è esposto vi sono soprattutto Bcc Centropadana per poco meno di 30 milioni di euro, Unicredit per 17,5 milioni, ma anche diverse amministrazioni comunali del territorio per il mancato incasso delle tasse locali, soprattutto Codogno, per poco meno di 1,3 milioni di euro. Tra gli altri ammessi al passivo ci sono diversi condomini, molti professionisti che hanno prestato opera per la società, l’Erario. A questi primi creditori ammessi sono da aggiungere quelli valutati in altro elenco sulle istanze non tempestive. Il quadro dei crediti è pesante soprattutto per due banche. Bcc Centropadana vanta 17 milioni 900 mila euro di crediti privilegiati, quindi tra i primi a essere pagati, e 11 milioni 500mila euro di crediti chirografari. È l’esposizione maggiore di un unico soggetto nei confronti dell’ex colosso edile della Bassa. A seguire Unicredit conta 17 milioni 500mila euro di esposizione privilegiata. Anche Banca di Credito Cooperativo Laudense è creditrice privilegiata, ma per soli 450mila euro di esposizione. In tutti i casi si tratta di mutui e linee di credito non soddisfatte, con anche il rosso sui conti correnti di Bcc Centropadana.

Rilevanti le somme che le amministrazioni del territorio non hanno incassato: Codogno ha un credito di 1 milione di euro privilegiato e di poco meno di 300mila euro chirografario, Guardamiglio 156mila euro, San Rocco 151mila euro, Maleo 107mila euro, Somaglia soli 6mila euro. Fombio non ha crediti diretti, ma l’agente riscossore per conto del Comune ha richiesto il pagamento di 660mila euro. Inoltre, sono creditori il Comune di Cremona (635mila euro) e quello di Cantù (37mila euro). Per tutti si tratta di tasse locali non versate, Imu e Tasi, dal 2016 in poi. I creditori sono circa un’ottantina, almeno tra le richieste tempestive di ammissione al passivo. Oltre a banche e Comuni, ci sono i condomini realizzati, i professionisti che hanno lavorato per Contardi, alcuni ex dipendenti, l’Erario e altre società fornitrici. Per cercare di accontentare, in parte, i creditori, i curatori del fallimento hanno già avviato la vendita dei 250 immobili ancora detenuti dalla società, soprattutto nella Bassa. Proprio la settimana scorsa sono usciti gli avvisi di vendita per tre lotti immobiliari in Codogno.


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