Fotografia etica, 7mila volte grazie: una sfida vinta nell’anno più duro

L’edizione 2020 del festival è stata un successo certificato dal numero di biglietti venduti ma soprattutto dall’impatto sulla città

Un’altra sfida vinta. La più complicata, la più insidiosa. L’undicesima edizione (o meglio: la prima del nuovo decennio) del Festival della fotografia etica chiude con un bilancio più che soddisfacente, e non solo per una mera questione di numeri. I 7mila biglietti venduti nel corso dei 5 week end della manifestazione rappresentano infatti solo una parte del successo, «perché l’importante era esserci, dare un segnale alla città dopo tutto quello che è successo e che purtroppo sta succedendo di nuovo». Così Alberto Prina, responsabile del Festival insieme ad Aldo Mendichi, commenta a bocce ferme i risultati di una kermesse figlia di una perfetta macchina organizzativa che ha coinvolto istituzioni, associazioni di categoria e circa 400 imprescindibili volontari. «Abbiamo raccolto e vinto la sfida, studiando una formula nuova, con l’allestimento di numerose mostre all’aperto in luoghi mai utilizzati prima, e allungando a 5 i fine settimane dedicati alle visite. L’importanza del Festival si è rivelata enorme, in primis per la città e per la sua economia: abbiamo ricevuto moltissimi ringraziamenti da parte di ristoratori e baristi, categorie tra le più svantaggiate in questo periodo. Le presenze non sono paragonabili a quelli dell’anno scorso (furono circa 13mila i biglietti venduti nel 2019, ndr), ma considerando la pressione mediatica delle ultime due settimane e il rischio di una chiusura imminente siamo più che soddisfatti: i visitatori, molti dei quali provenienti da fuori territorio, sono stati convinti dall’estrema serietà con cui abbiamo affrontato la questione sicurezza. Insieme al prefetto, che ringraziamo per il supporto pratico e motivazionale, abbiamo impostato un protocollo che tutti hanno rispettato senza alcuna lamentela». Alle presenze “certificate” vanno poi aggiunte quelle alle mostre con ingresso gratuito, tutte molto apprezzate. Il linguaggio universale della fotografia ha fatto ancora centro grazie a reportage d’autore il cui compito è scuotere le coscienze, raccontando ciò che accade nel mondo e fuori dalla nostra porta di casa, con un ampio focus dedicato ai mesi più duri della pandemia nel territorio. «La stima dei visitatori totali è circa il doppio, intorno ai 15mila, stiamo elaborando i dati in questi giorni – continua Prina -. Anche la mostra allestita a Codogno, città entrata per la prima volta nel circuito del Festival si è rivelata un successo, abbiamo conteggiato 2mila spettatori. L’organizzazione di un evento così grande, e in un periodo così complicato, conferma la forza della “macchina” che ci sta dietro: ringrazio i volontari, Ado Mendichi, Laura Covelli, gli sponsor e le istituzioni che ci hanno dato il loro supporto, in primis il Comune che ci ha affiancato anche dal punto di vista economico, è un segnale importante».

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