Codogno, lunedì  mattina il congedo terreno di don Barbesta
Una suggestiva immagine di don Peppino Barbesta

Codogno, lunedì mattina il congedo terreno di don Barbesta

I funerali alle ore 10 nella parrocchiale. Questa sera veglia di preghiera a Retegno

Si terranno lunedì, alle ore 10, presso la chiesa parrocchiale di San Biagio a Codogno i funerali di don Peppino Barbesta, il prete degli ultimi, fondatore dell’associazione dei Lavoratori Credenti, in prima linea in tante battaglie sociali, spentosi ieri mattina a 89 anni nella sua abitazione di Retegno.

La salma di don Barbesta è esposta sino alla mezzanotte di oggi nella parrocchiale di Retegno dove questa sera verrà recitato il Rosario a suffragio di don Barbesta. L’iniziativa è promossa dai Lavoratori credenti, dall’Ufficio diocesano di pastorale sociale e dagli amici, con la disponibilità della parrocchia di Retegno. Previsti cinque interventi a tema: don Peppino e la fede, don Peppino e gli amici, don Peppino e la famiglia, don Peppino e il lavoro, don Peppino e gli ultimi.

Ordinato sacerdote nel 1954, don Barbesta fu parroco di Secugnago dal 1974 al 1990 e come detto fondatore nel 1976 dell’associazione di volontariato Lavoratori Credenti impegnata nel sostegno alle popolazioni sofferenti della Romania, della Bulgaria, dell’Albania, dell’Ucraina e della Bosnia, quindi di Jenin, in Cisgiordania, ma anche dell’Africa.

I consigli di fabbrica e gli aiuti portati ai terremotati a seguito dei sismi del Friuli nell’anno 1976 e dell’Irpinia nel 1980 sono stati solo l’inizio di un impegno senza sosta che di fatto prosegue tuttora. Negli anni Ottanta, in particolare, i “Tir della Solidarietà” organizzati da don Peppino e dai Lavoratori Credenti verso la Polonia, a quel tempo travagliata da profondi mutamenti politici, sociali ed economici, oppressa dal regime, hanno rappresentato un gesto di straordinario coraggio ed abnegazione nell’aiuto. Nel successivo decennio, l’opera è stata poi estesa alle popolazioni sofferenti della Romania, della Bulgaria, dell’Albania, dell’Ucraina e della Bosnia, allora dilaniata da un’atroce guerra. Più recenti, la costruzione dell’asilo di Jenin, in Cisgiordania.

Il prossimo 20 luglio avrebbe compiuto i 90 anni.


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