Sant’Angelo, medico a giudizio

Un medico di base con attività ambulatoriale in tre località della zona tra Sant’Angelo Lodigiano e Lodi è stato rinviato a giudizio dal gup di Lodi Andrea Pirola con l’accusa di aver palpeggiato sul petto tre pazienti, fra i 30 e i 40 anni, in occasione di visite mediche. Tutti i tre episodi, oggetto di distinte denunce, sono compresi tra i mesi di maggio e di giugno del 2009, e per il codice penale si tratta di violenza sessuale. Anche se nessuna delle querelanti riferisce contatti indesiderati che fossero andati oltre lo sfioramento.

Prime a denunciare il medico erano state due donne, che risulta si conoscano, e che nel 2010, diversi mesi, quindi, dopo i fatti, si erano presentate insieme agli investigatori per raccontare che, mentre erano sul lettino per essere visitate alla gola o a un braccio, avevano avuto l’impressione che il medico insistesse, invece, sul loro seno. A quel punto il pm Delia Anibaldi aveva chiesto un approfondimento, ed erano state convocate numerose altre pazienti. Tra di loro, una ha raccontato un episodio simile e ha quindi formalizzato la denuncia. L’avvocato difensore del medico, Fiorella Bertoli di Pavia, ha chiesto invano il proscioglimento: «Sono accuse molto vaghe - commenta il legale -, non solo perché esposte, per la prima volta, molto tempo dopo i fatti, ma anche perché si parla di toccamenti “o al seno o alla spalla”, e altre descrizioni di tenore simile. Il medico tra l’altro era stato interrogato solo da un agente di polizia giudiziaria, e non personalmente dal pubblico ministero».

Il medico, 49 anni, non aveva mai avuto in precedenza guai con la giustizia. Il processo a suo carico si aprirà il 2 febbraio, davanti a tre giudici, il tribunale in composizione collegiale, data la gravità dell’accusa. «Non emerge, dagli atti d’indagine, nemmeno un’attività con esito positivo di riscontro sulla data delle visite - aggiunge il difensore - e non risulta ci siano testimoni diretti. Non escludiamo di chiedere noi l’intervento della magistratura per ipotesi di calunnia». Le donne, per ora, non si sono costituite parte civile né si cono presentate in udienza preliminare.

È stato invece fissato per la fine del mese l’incidente probatorio a carico dello psichiatra lodigiano di 55 anni arrestato all’inizio di maggio dopo la denuncia di due giovani pazienti, che lo accusavano di aver avviato relazioni sentimentali mentre erano in cura presso di lui: anche in questo caso l’accusa per il medico è di violenza sessuale, e le indagini hanno fatto salire a sei il numero delle potenziali parti offese. Il pm ha chiesto quindi il faccia a faccia tra le accusatrici e l’indagato, che è ancora agli arresti domiciliari.

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