Rsa e operatori sanitari, non ci sono i vaccini per le terze dosi

Nel Lodigiano la situazione resta incerta: si attendono comunicazioni

Terze dosi in casa di riposo e per gli operatori sanitari del Lodigiano, ancora nessuna comunicazione.

La situazione

A Milano Niguarda, sono partiti lunedì. «L’Ats ci ha scritto per avere i numeri del personale e degli ospiti - spiega il direttore amministrativo della casa di riposo di Maleo Eugenio Aimi -, l’Asst solo per gli ospiti, ma non ha mai fornito i vaccini. Le vaccinazioni per gli operatori sanitari dovrebbero essere in coda agli anziani delle Rsa. Ma prima o dopo non importa, basta che si decidano a partire». Il presidente dell’ordine dei medici Massimo Vajani ha un incontro in programma con l’Asst: «Non sappiamo ancora nulla di preciso - commenta -, stanno aprendo le liste a tutti, a chi vuole fare la terza dose, in modo generalizzato. Noi ci stiamo attivando per capire anche come fare con l’anti influenzale per i nostri pazienti. Nelle prossime ore ho un incontro con la direzione dell’Asst». Il direttore sanitario della Rsa Santa Chiara, il medico Domenico Furiosi, è in attesa di avere informazioni.

«Eravamo d’accordo che ci avrebbero fatto sapere la data per partecipare al corso nel quale ci avrebbero spiegato come inserire nel portale i dati - spiega il medico - , da quel momento ci avrebbero consegnato le dosi e sulla base dell’elenco che consegniamo all’Asst, per ospiti e operatori, ci dicono come fare. Per il personale saranno possibili le due opzioni, possiamo vaccinare noi o mandare il personale negli hub».

Il caso degli operatori sanitari

Nel Lodigiano, secondo indiscrezioni, le vaccinazioni agli operatori sanitari dovrebbero partire tra un paio di giorni.

Lunedì, l’assessore al welfare di Regione Lombardia Letizia Moratti ha lanciato un video messaggio, sui social, per annunciare i dati delle vaccinazioni. «Abbiamo raggiunto il 90 per cento di adesione al piano vaccinale - commenta -, un risultato straordinario, grazie all’impegno civico dei nostri cittadini e degli operatori sanitari, dell’esercito e dei volontari: un esercito del bene. In Lombardia ha prevalso il bene comune rispetto all’interesse individuale. Siamo arrivati all’87 per cento di vaccinati con il ciclo completo. Nelle fasce dei lavoratori, la percentuale è del 91 per cento. Un bellissimo risultato a tutela della salute di tutti noi. Grazie a chi sta rendendo possibile questo. Il numero di positivi è inferiore alla media nazionale, anche per quanto riguarda i ricoveri ospedalieri»

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