Codogno, l’infermiera - Wonder Woman è tornata a sorridere

Due volontari rimediano allo sfregio dei vandali

«Hanno aggiustato Wonder Woman!». «Alessio B è tornato…». La voce si è sparsa veloce, tra stupore, incredulità e qualcosa di molto simile alla gioia, quella che affiora davanti al murales dell’infermiera - Wonder Woman ricucita da mani ignote. E in chi l’ha vista, non molti a dire il vero essendo storia del weekend, ha subito pensato a un “regalo” dell’autore, a un’altra sua incursione in città per riparare allo sfregio compiuto qualche settimana fa. Ma in pochi sanno che il rammendo è farina di due codognesi, Pietro Belloni, di professione parchettista, e Tino Bruschi, ex elettricista alla centrale di Tavazzano oggi in pensione, che neppure si conoscevano prima di diventare “amici” proprio grazie all’eroina DC Comics, o a esser precisi alla sua foto postata dal Bruschi, che è un appassionato di fotografia, sulla sua pagina Facebook. «Solo una domanda: perché?» ha scritto il pensionato, e in un baleno è piovuta una raffica di commenti, chi s’indignava e chi si dispiaceva, e in mezzo si è inserito anche Belloni, che invece l’ha messa subito sul pratico lanciando la proposta di provare a fare qualcosa. «Ho guardato bene l’immagine perché quando ci passo davanti sono sempre di corsa e non mi ero accorto che c’era ancora il lembo penzolante - racconta l’artigiano -. Così ho proposto a Tino di provare a ripararlo nel weekend». Fatto sta che a Bruschi l’idea è subito piaciuta e si è incaricato di contattare il proprietario dell’ex stazione di benzina di via Diaz che Alessio B ha scelto per il suo omaggio a infermieri, medici e personale sanitario in prima linea nella battaglia contro il Covid-19, e “Tranquil”, com’era soprannominato ed è ricordato ancor oggi il benzinaio, ha detto subito sì. E qui arriviamo a sabato, quando Tino e Pietro, che oramai si chiamano per nome perché amici lo sono diventati per davvero, non da social ma in carne e ossa, si sono dati appuntamento alle 14.30 alla recinzione davanti a Wonder Woman con le chiavi del proprietario, hanno aperto il lucchetto e si sono messi all’opera. Belloni aveva acquistato della colla per manifesti in colorificio e come due attacchini hanno ripristinato la striscia di carta penzoloni, quella che era rimasta almeno, scoprendo solo allora che ne mancava un pezzo, proprio sulla parte del volto. Ma non vi è favola senza lieto fine e cercando in ogni angolo l’hanno trovato tra l’erba sbucata nel cemento lì a fianco e hanno completato ad arte il lavoro. Eroi per caso, ma sarebbe meglio dire per civismo o per quell’altra cosa che si chiama “umanità”, anche loro.

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