Un bambino positivo a scuola a Casalpusterlengo, classe a casa per 14 giorni
Il “cotton fioc” per eseguire il tampone

Un bambino positivo a scuola a Casalpusterlengo, classe a casa per 14 giorni

Scattano per la prima volta le misure di precauzione in una materna del Lodigiano

Bambino della materna parrocchiale di Casale positivo al tampone, la classe finisce in isolamento per 14 giorni. Da oggi per due settimane il gruppo degli Scoiattoli e la loro insegnante non potranno frequentare la scuola dell’infanzia parrocchiale di Casale: si tratta di oltre 20 bambini della fascia dei 4 anni che il 7 settembre con grande entusiasmo avevano cominciato la scuola. In questi giorni tutto il gruppo classe sarà dunque contattato da Ats per effettuare il tampone e mappare l’intera classe.

Per quanto riguarda l’isolamento però, soltanto i bambini e la maestra dovranno osservarlo: i genitori, invece, potranno recarsi a lavoro (chi non dovrà curare i figli rimasti a casa ovviamente) e i fratellini e le sorelline potranno frequentare la scuola normalmente. Allo stesso modo, la scuola dell’infanzia parrocchiale continuerà a funzionare: i gruppi classe delle Coccinelle, i piccolissimi, e delle Volpi, i grandi della scuola, andranno regolarmente a fare lezione. Utilizzando mascherina, distanziamento e piccole norme di sicurezza, i bambini potranno continuare a imparare e a giocare.

Nella storica scuola parrocchiale del rione Sant’Antonio dunque il protocollo anti-Covid 19 è di fatto ufficialmente scattato. Ma così sarà anche per le altre scuole del territorio, pubbliche e private, qualora si verificassero altri casi accertati di positività. Le scuole materne infatti hanno ricominciato lo scorso 7 settembre, mentre le elementari e le superiori solo il 14 settembre. Il fatto che uno dei primi casi dunque interessi una scuola dell’infanzia non stupisce.

Tuttavia, il fatto che la positività sia stata riscontrata in un soggetto che frequenta la scuola non significa che il contagio sia avvenuto a scuola. Le misure sono appunto preventive, finalizzate a spezzare sul nascere possibili catene di contagio.

In questo specifico caso, secondo quanto appreso, il bambino avrebbe frequentato solo un paio di giorni: pochissimi dunque. Poi, una improvvisa febbre, dunque il confronto col pediatra e l’attesa del tampone il cui esito è giunto solo due giorni fa. Il costante flusso di comunicazione fra famiglia, scuola e gruppo classe, ha permesso l’attivazione immediata delle misure necessarie.


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