UCRAINA Nel Lodigiano sono arrivati 350 profughi, uno su tre è in età scolare
Famiglia di profughi al confine tra Ucraina e Polonia

UCRAINA Nel Lodigiano sono arrivati 350 profughi, uno su tre è in età scolare

Dato in continuo aggiornamento, solo in 10 sono ospitati nella rete pubblica di accoglienza

Arrivano al ritmo di almeno 70 ogni settimana i profughi in fuga dalla guerra in Ucraina. In provincia di Lodi ne sono censiti a martedì 351, di cui un terzo bambini e ragazzi in età scolare. Lo si evince dai dati che i Comuni hanno trasmesso alla prefettura, che a sua volta li riporta al Ministero per il monitoraggio della situazione. Il dato cambia praticamente di giorno in giorno, e potrebbero essere già decine in più quelli effettivamente ospitati nelle case lodigiane, anche per il divario di tempo tra l’arrivo e la denuncia all’autorità della presenza: quando gli ucraini ottengono ospitalità, la loro presenza deve essere segnalata alla polizia locale del comune di residenza o alla questura per Lodi. La stragrande maggioranza, il 98 per cento dei profughi sono ospitati nella rete parentale oppure nella rete della solidarietà attivata dal privato sociale o dalle associazioni di volontariato.

Al momento restano 10 i profughi ospitati nella rete di accoglienza pubblica, al Centro accoglienza straordinaria della Caritas. Tutti gli altri, 341 persone, sono distribuiti nelle case private, ospiti di familiari, conoscenti o di chi ha messo a disposizione un’abitazione o una stanza passando attraverso le associazioni di volontariato. Il Comune che ne ospita di più è quello di Lodi, 40 profughi in 21 nuclei familiari. Importanti le presenze a Sant’Angelo, 29, e a Mulazzano 22. Sopra i 10 profughi ospitati ci sono anche Lodi Vecchio (10), Tavazzano (12), Salerano (10), San Rocco (11), Codogno (10), Casale (10), Casalmaiocco (13). I profughi arrivati in nuclei familiari sono 248: per lo più si tratta di nuclei monoparentali, bambini arrivati con una mamma o una zia o una nonna. I bambini e ragazzi in età scolare sono 115.

A oggi non si sono segnalate situazioni critiche, e non è stato necessario l’intervento della rete di accoglienza pubblica coordinata dalla prefettura se non in pochi casi. Per tutti i profughi sono attivate o sono in corso di attivazione le procedure di profilassi di salute pubblica e l’accoglienza scolastica per i bambini e ragazzi. Per i profughi che trovano autonomamente sistemazione è stato previsto un contributo di 300 euro al mese per gli adulti, 150 euro per i bambini.


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